Cassazione Penale, Sentenza n. 20516/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di Avellino del 8/2/2024 sia il decreto di sequestro preventivo del G.i.p. dell'11/1/2024 nella parte relativa a Michele Siano e ha disposto la restituzione immediata della somma di €5.000 a favore del ricorrente; ha inoltre ordinato comunicazione al Procuratore Generale per i provvedimenti consequenziali.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per carenza e apparente illogicità della motivazione del decreto di sequestro preventivo e dell'ordinanza del riesame: mancata indicazione di elementi idonei a fondare il fumus del reato di riciclaggio a carico del ricorrente (la mera ricezione di un vaglia postale di €5.000 dal padre non costituisce, senza altri indizi, prova della consapevolezza della provenienza illecita) e mancanza di una motivazione specifica e concreta sul periculum in mora rispetto alla somma sequestrata.
Norme richiamate
Norma relativa alle frodi fiscali/per indebita percezione di crediti d'imposta; nella vicenda è il reato-base dall'origine dei presunti proventi illeciti.
Norma sul reato di riciclaggio; la Corte ha ritenuto che per ipotizzare indizi a carico del destinatario di somme è necessario più della mera ricezione del denaro, dovendosi indicare elementi che dimostrino comportamenti volti a rendere la provenienza illecita irriconoscibile o a disperdere il profitto.
Norma sull'autoriciclaggio (contestata al padre); rilevante per delineare la catena dei trasferimenti e la posizione dei terzi che hanno ricevuto i proventi.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Dispositivo che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto; la Corte richiama l'onere di motivazione sia sul fumus sia sul periculum in mora.
art. 309, comma 9, cod. proc. pen.
Norma che comporta la nullità del decreto di sequestro quando sussista una radicale carenza motivazionale; la Corte ha ritenuto che tale nullità ricorra.
art. 324, comma 7, cod. proc. pen.
Prevede gli effetti dell'annullamento per nullità del provvedimento di sequestro; richiamata per l'onere motivazionale e la nullità quando mancante.
art. 125, comma 3 cod. proc. pen.
Richiama obblighi generali di motivazione degli atti cautelari; la Corte rimarca che la motivazione deve essere adeguata e riferita a ciascun destinatario del sequestro.
art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Fondamento dell'impugnazione per cassazione (violazione di legge); utilizzato per censurare vizi di motivazione e violazioni proceduralmente rilevanti.
Norma sulla confisca; richiamata (per la giurisprudenza di legittimità) come riferimento per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca e per l'onere di motivazione sul carattere anticipatorio della misura.
Massime di principio
- Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca relativo a somme già trasferite a terzi, il giudice deve motivare specificamente e separatamente sia il fumus del reato sia il periculum in mora con riferimento a ciascun destinatario della misura.
- La mera ricezione di denaro da un parente non costituisce, di per sé, sufficiente elemento indiziario del reato di riciclaggio: è necessario indicare elementi che dimostrino la conoscenza della provenienza illecita o comportamenti diretti a rendere irriconoscibile la fonte dei fondi.
- Il periculum in mora non può essere evocato in termini astratti: deve essere concreto e attuale e motivato in relazione alle condizioni patrimoniali o a condotte specifiche che rendano probabile la dispersione del bene o la sua irreperibilità.
- Il Tribunale del riesame non può sanare una radicale carenza motivazionale del decreto di sequestro originario: la mancanza totale di motivazione integra vizio tale da determinare la nullità del provvedimento.
- In sede di impugnazione per cassazione si può ottenere l'annullamento senza rinvio quando il vizio di motivazione sia così profondo da rendere insostituibile l'atto e non integrabile dal giudice di merito.
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