Cassazione Penale, Sentenza n. 10488/2024 del 13/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza con cui il GIP aveva applicato la pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p. per il reato di cui all'art. 186, comma 7, C.d.S. Il ricorrente ha chiesto preliminarmente la restituzione del termine per proporre ricorso per cassazione (art. 175 c.p.p.), sostenendo di essere stato impedito a causa della mancata comunicazione dell'udienza del 2 maggio 2023 al difensore e all'imputato, dopo che l'udienza camerale era stata rinviata dal 28 marzo al 2 maggio. Sul merito ha dedotto tre motivi: 1) violazione dell'art. 420 ter, comma 5, c.p.p. per mancata presenza del difensore e dell'imputato alla trattazione camerale; 2) violazione dell'art. 444 c.p.p. e vizio della manifestazione di volontà perché la richiesta di patteggiamento era accompagnata dall'istanza di conversione della pena in lavoro di pubblica utilità (art. 186, comma 9‑bis, C.d.S.) che non era stata accolta; inoltre il giudice avrebbe errato richiamando norme sulla sospensione condizionale della pena ed avrebbe dovuto, non potendo disporre la conversione, rigettare il patteggiamento e disporre il giudizio immediato; 3) violazione dell'art. 545‑bis c.p.p. perché per assenza del difensore non era stata possibile richiedere la sostituzione della pena.
La decisione
La Corte ha respinto l'istanza di restituzione del termine ritenendola infondata: nelle trattazioni in camera di consiglio la presenza del difensore non è necessaria e basta la notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza; non sussiste diritto al rinvio per legittimo impedimento del difensore. Dall'esame emerge che l'avviso per l'udienza del 28 marzo era stato regolarmente ricevuto e il differimento a titolo di cortesia non richiedeva una nuova notifica; pertanto la richiesta di restituzione è respinta e il ricorso per cassazione è stato depositato fuori termine e dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma relativa all'applicazione della pena su richiesta dell'imputato (patteggiamento); qui contestata per la modalità di applicazione e per l'eventuale conversione della pena in lavoro di pubblica utilità.
art. 186, comma 7, Codice della Strada
Norma che individua il reato contestato (guida in stato di ebrezza o simili ai sensi del comma indicato); la sentenza impugnata applicava la pena per tale fattispecie.
art. 186, comma 9‑bis, Codice della Strada
Previsione della possibile conversione della pena in lavoro di pubblica utilità; il ricorrente aveva chiesto tale conversione in sede di patteggiamento, richiesta non accolta dal giudice.
Disciplina della restituzione nel termine per proporre ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia dimostrato una causa idonea (es. forza maggiore) per ottenere la restituzione.
art. 420‑ter, comma 5, cod. proc. pen.
Norma che disciplina la trattazione in camera di consiglio e la possibilità di sentire le parti e i difensori solo se compaiono; la Corte ha interpretato che la mancata comparizione del difensore non determina automaticamente la nullità o il diritto al rinvio nelle udienze camerali.
Norma di recente introduzione che riguarda la sostituzione della pena; il ricorrente ha lamentato che per assenza del difensore non è stato possibile avanzare richiesta ai sensi di tale disposizione, ma la Corte non ha affrontato il merito per carenza di ammissibilità del ricorso.
Giurisprudenza citata (Sez. 4 n. 14675 del 09/02/2018, Sez. 3 n. 29980 del 22/02/2019)
La giurisprudenza consolidata afferma che nelle udienze in camera di consiglio non sussiste diritto al rinvio per legittimo impedimento del difensore e che è sufficiente la regolare notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza per garantire il contraddittorio.
Massime di principio
- Nelle trattazioni in camera di consiglio la presenza del difensore e dell'imputato non è imprescindibile: è sufficiente la regolare notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza per garantire il contraddittorio.
- Il legittimo impedimento del difensore non comporta di per sé il diritto al rinvio delle udienze camerali; il giudice non è obbligato a disporre un nuovo rinvio se l'assenza è per motivo di impedimento legittimo.
- La richiesta di restituzione del termine per proporre ricorso per cassazione (art. 175 c.p.p.) richiede prova di una causa idonea (es. forza maggiore) che abbia determinato l'incolpevole mancato rispetto del termine; mere lamentele sulla mancata notifica ulteriore non sono sufficienti se l'avviso iniziale è stato regolarmente ricevuto.
- Se un ricorso è depositato fuori termine e la richiesta di restituzione è rigettata, il ricorso sarà dichiarato inammissibile e il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende).
- Le questioni sostanziali relative alla legittimità della decisione sul patteggiamento o sulla conversione della pena (lavoro di pubblica utilità) vanno tempestivamente dedotte e documentate; tuttavia, se il giudizio di ammissibilità non è superato per motivi procedurali, il merito non verrà esaminato.
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