Cassazione Civile, Sentenza n. 12033/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia sulla determinazione del confine tra due fondi a Quinzano (Verona). Luigi Avesani aveva chiesto l'accertamento del confine, il ripristino dello stato dei luoghi con demolizione di manufatti e il risarcimento danni, sostenendo che il convenuto aveva invaso la sua proprietà. Luigi Ottaviano Avesani ha contestato affermando di aver costruito in una intercapedine di sua proprietà e in via riconvenzionale ha chiesto l'usucapione e, in via subordinata, l'applicazione dell'art. 938 c.c. (accessione invertita) per buona fede nella costruzione sul presunto proprio suolo.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i primi quattro motivi di ricorso della parte ricorrente, accolto il quinto motivo (relativo all'omessa pronuncia sulla condizione di pagamento prevista dall'art. 938 c.c.) e ha cassato la sentenza della Corte d'Appello di Venezia limitatamente a quella omissione. Ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale di Luigi Ottaviano Avesani per carenza di sinteticità e chiarezza (violazione art. 366 c.p.c.). Ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Venezia in diversa composizione affinché, nel rispetto del principio previsto dall'art. 938 c.c., condizioni l'effetto traslativo del diritto di proprietà sull'adempimento dell'obbligo del costruttore di pagare il doppio del valore della superficie occupata e disponga di conseguenza anche sulle spese. La Cassazione ha inoltre rilevato l'obbligo, ai sensi di normativa sul contributo unificato, di verificare l'eventuale versamento da parte del ricorrente incidentale.
Norme richiamate
Disciplina l'accessione invertita: se il costruttore in buona fede occupa il suolo del vicino e non vi è opposizione entro tre mesi, il giudice può attribuire la proprietà dell'opera e del suolo al costruttore, subordinando l'effetto traslativo all'obbligo del costruttore di pagare al proprietario il doppio del valore della superficie occupata, oltre al risarcimento dei danni. La Corte ha rilevato che la pronuncia attributiva deve condizionare il trasferimento al pagamento dell'indennità.
Principio secondo cui, quando non è possibile determinare con esattezza il confine in base ai termini materiali, si deve fare riferimento alle mappe catastali. La CTU e i giudici di merito si sono attenuti a tale criterio per determinare la linea di confine.
Norma sul possesso buona fede; la Corte ha chiarito che la buona fede rilevante per l'accessione invertita non è assimilabile alla buona fede del possessore di cui all'art. 1147 c.c., e dunque non opera una presunzione automatica a favore del costruttore.
Norma richiamata in tema di usucapione abbreviata per coltivatori diretti; la Corte ha ritenuto che non fosse stata dimostrata la qualità di coltivatore diretto e l'uso agricolo necessario per l'acquisto abbreviato.
Consente la prova per presunzioni; la Corte ha affermato che la buona fede del costruttore deve essere provata dall'interessato ma la prova può essere fornita con ogni mezzo, anche mediante presunzioni e indizi che soddisfino i requisiti dell'art. 2729.
Riguarda l'effetto confessorio degli atti processuali; la Corte ha osservato che la valutazione della rilevanza confessoria degli atti prodotti in fatto è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in cassazione salvo vizi di motivazione.
Norma sulla prova testimoniale e sugli effetti probatori; richiamata nel contesto della discussione sulla portata probatoria di documenti e atti, la Corte ha ribadito che l'apprezzamento della prova è compito del giudice di merito.
Richiamato nel ricorso per contestare omissioni di esame, la Corte ha valutato le doglianze come in parte devolute alla valutazione in fatto del giudice di merito e quindi non sindacabili in cassazione se non per vizi giuridici.
Stabilisce i requisiti di forma e sinteticità del ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale per violazione dei nn. 3 e 4 (mancata sinteticità e chiarezza), ritenendo l'atto farraginoso e non intellegibile.
art. 13 D.P.R. n.115/2002 (comma 1-quater e 1-bis)
Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'esistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente incidentale di un ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso principale.
Massime di principio
- In materia di accessione invertita (art. 938 c.c.) l'onere probatorio della buona fede grava sul costruttore: la buona fede non si presume ma può essere provata con ogni mezzo, comprese presunzioni e indizi, purché ragionevoli e motivati.
- Il giudice che valuta la buona fede del costruttore deve considerare la ragionevolezza dell'uomo medio e le cognizioni effettivamente possedute o acquisibili con diligenza al momento della costruzione (età, contesto, stato dei luoghi, mappe storiche, mancata opposizione del confinante).
- Se il giudice attribuisce la proprietà del suolo al costruttore ai sensi dell'art. 938 c.c., deve subordinare l'effetto traslativo al pagamento, da parte del costruttore, del doppio del valore della superficie occupata (oltre al risarcimento dei danni); l'omissione di tale condizione comporta cassazione e rinvio.
- La determinazione del confine può richiedere il ricorso alle mappe catastali quando i termini materiali non consentono una definizione precisa (art. 950 c.c.); la CTU ha ruolo centrale e il suo apprezzamento è sintesi di elementi tecnici che il giudice di merito valuta in fatto.
- Le contestazioni sulla valutazione delle prove e sull'apprezzamento dei fatti sono in larga parte sottratte al sindacato della Cassazione: in cassazione non è possibile ottenere un diverso apprezzamento dei fatti se la motivazione del giudice di merito è coerente e logica.
- In sede di legittimità non possono essere introdotte questioni nuove o non trattate in grado di merito: motivi che sollevano argomenti non dedotti precedentemente sono inammissibili.
- Il ricorso per cassazione deve rispettare i canoni di chiarezza e sinteticità (art. 366 c.p.c.); ricorsi ipertrofici, confusi o non intellegibili possono essere dichiarati inammissibili.
- La prova confessorio-documentale richiede valutazione del giudice di merito: la semplice produzione di documenti che apparentemente potessero indicare conoscenza dell'altruità del suolo non impedisce, di per sé, il riconoscimento della buona fede se il complesso degli elementi investigativi giustifica il convincimento contrario.
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