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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24483/2025 del 03/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo infondato l'unico motivo dedotto. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito della Corte d'Appello di Palermo, che aveva affermato la responsabilità per ricettazione e negato le attenuanti generiche, è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che lo aveva condannato per ricettazione. Con l'unico motivo deduceva, da un lato, una pretesa inversione dell'onere della prova, sostenendo che i giudici di merito avessero posto a suo carico l'onere di dimostrare la lecita provenienza del bene ritenuto oggetto di ricettazione; dall'altro, censurava il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, richiamando il principio per cui, in tema di ricettazione, chi sia trovato nella disponibilità di una refurtiva e non offra una spiegazione attendibile della provenienza del possesso, in assenza di elementi probatori contrari, può essere ritenuto responsabile. Ha inoltre rilevato che il diniego delle attenuanti generiche era stato adeguatamente motivato sulla base delle modalità della condotta, del valore del bene e dei plurimi precedenti, anche specifici, dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La responsabilità per ricettazione può essere affermata quando l'agente sia trovato nella disponibilità di una refurtiva e non fornisca una spiegazione attendibile della provenienza lecita del possesso, in assenza di elementi probatori che colleghino il possesso al furto.

  • art. 62-bis c.p.

    Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche può essere negato sulla base di elementi quali le modalità della condotta, il valore del bene e i precedenti dell'imputato, se logicamente e adeguatamente motivati.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di ricettazione, la disponibilità di un bene proveniente da reato, unita alla mancata offerta di una spiegazione attendibile sulla sua lecita provenienza, consente di fondare il giudizio di responsabilità quando non emergano elementi probatori idonei a ricondurre il possesso a una causa lecita.
  • Non vi è inversione dell'onere della prova quando il giudice valorizza l'assenza di una giustificazione plausibile dell'origine del possesso del bene, trattandosi di un argomento probatorio legittimamente utilizzabile nel quadro complessivo della valutazione del fatto.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se sorretto da motivazione non manifestamente illogica che valorizzi modalità esecutive della condotta, valore del bene e precedenti penali, anche specifici, dell'imputato.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure si risolvono in una contestazione manifestamente infondata della motivazione di merito, senza evidenziare reali vizi logici o giuridici.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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