Ordinanza n. 170/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento - della comunicazione prot. n. 105694 del 6 luglio 2023, mediante cui la Città Metropolitana di Milano ha dato riscontro alla nota trasmessa da SEMP S.r.l. e SARPI MILANO S.r.l. ai fini del riutilizzo dei materiali in uscita dal Soil Washing risultati conformi alle CSC di colonna B tab.1 all.5 Titolo V Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006, disponeva l'acquisizione di “un chiarimento/aggiornamento del titolo autorizzativo da parte della competente Provincia di Novara, che consenta l'attribuzione della qualifica di EoW anche ai materiali risultati conformi alle CSC di colonna B, presupposto giuridico per il ricollocamento in sito degli stessi” (doc. 1).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Comunicazione della Città Metropolitana di Milano che subordinava il ricollocamento in sito di materiali conformi alle CSC di colonna B all’acquisizione di un chiarimento o aggiornamento del titolo autorizzativo provinciale idoneo ad attribuire agli stessi la qualifica di end of waste
Esito
La controversia
Le imprese ricorrenti hanno impugnato la comunicazione con cui la Città Metropolitana di Milano, riscontrando la richiesta relativa al riutilizzo dei materiali in uscita dal processo di Soil Washing risultati conformi alle CSC di colonna B della tabella 1 dell’allegato 5 al Titolo V della Parte Quarta del d.lgs. 152/2006, ha richiesto un chiarimento o aggiornamento del titolo autorizzativo rilasciato dalla competente Provincia di Novara, ritenuto necessario per attribuire ai materiali la qualifica di end of waste e consentirne il ricollocamento in sito. L’ordinanza non espone i motivi di illegittimità articolati nel ricorso e non decide il merito della contestazione. Il giudice ha invece richiesto alle ricorrenti di dichiarare motivatamente se permanga l’interesse alla decisione e, in caso affermativo, di aggiornare la situazione di fatto e di diritto, indicando eventuali fatti o atti sopravvenuti e l’eventuale necessità di ulteriore istruttoria. Ha inoltre richiesto alla Città Metropolitana di Milano chiarimenti documentati e aggiornati, nonché il deposito degli atti impugnati e della relativa documentazione, ove non già prodotti.
La decisione
Il TAR ha disposto incombenti istruttori ai sensi delle disposizioni richiamate in ordinanza. Entro trenta giorni dalla comunicazione della pronuncia da parte della Segreteria, nelle forme del processo amministrativo telematico, le ricorrenti devono precisare se sussista ancora l’interesse alla definizione del giudizio e aggiornare la situazione relativa alla vicenda; la Città Metropolitana deve fornire chiarimenti documentati e depositare gli atti impugnati e la documentazione di corredo. Il giudice ha avvertito che l’inerzia delle ricorrenti rispetto alla richiesta di dichiarare la permanenza dell’interesse potrà essere valutata quale manifestazione implicita ma inequivoca di disinteresse attuale alla decisione e condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi degli artt. 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a. Non è stata adottata alcuna decisione sull’annullamento dell’atto impugnato né sulle spese.
Norme richiamate
Richiamato quale base normativa per i poteri istruttori del giudice amministrativo.
Richiamato per la possibile valutazione dell’inerzia processuale della parte ai fini della decisione.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nell’adozione dell’ordinanza istruttoria.
Consente di valutare l’inerzia della parte che, sollecitata a dichiarare la permanenza dell’interesse, non adempia, ai fini della dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nell’adozione dell’ordinanza.
d.lgs. 152/2006, Titolo V, Parte Quarta, allegato 5, tabella 1, colonna B
Individua i parametri CSC rispetto ai quali i materiali trattati mediante Soil Washing sono risultati conformi; la questione sostanziale è collegata alla loro riutilizzabilità e alla qualifica di end of waste.
Massime di principio
- Quando il giudice amministrativo sollecita il ricorrente a dichiarare motivatamente la permanenza dell’interesse alla decisione e la parte rimane inerte, tale comportamento processuale può essere valutato come manifestazione implicita ma inequivoca dell’attuale disinteresse alla controversia e può condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a.
- In presenza di una controversia la cui situazione fattuale o amministrativa può essere mutata dopo la proposizione del ricorso, il giudice può disporre che il ricorrente aggiorni la vicenda e precisi l’attualità dell’interesse, richiedendo contestualmente all’amministrazione chiarimenti documentati e il deposito degli atti rilevanti.
- L’incombente istruttorio consistente nella dichiarazione sulla permanenza dell’interesse deve essere adempiuto entro il termine assegnato; l’inerzia può assumere rilievo decisivo ai fini della prosecuzione del giudizio, anche senza una dichiarazione espressa di rinuncia o di sopravvenuta carenza di interesse.
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