Cassazione Penale, Sentenza n. 9401/2022 del 18/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Bari che confermava le condanne di primo grado per il reato di tentato furto aggravato di cavi telefonici (pena: 6 mesi di reclusione e 100 euro di multa per ciascuno). Le censure erano: (1) per Divincenzo, nullità per omessa/rizolletta notifica dell'estratto contumaciale della sentenza di primo grado (notificato ad un avvocato omonimo con studio diverso) e conseguente nullità del decreto di citazione per il giudizio d'appello; (2) per entrambi, vizio di motivazione e insufficienza del quadro probatorio per ritenere il tentativo di furto (sostenendo che si trattasse di meri atti preparatori); (3) per entrambi, mancata applicazione della circostanza attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n. 4 c.p. e mancata rideterminazione della pena con prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Divincenzo Giuseppe per la questione della notifica: ha rilevato che l'omessa rituale notifica all'imputato contumace dell'estratto contumaciale comporta una nullità a regime intermedio che, se tempestivamente eccepita, non è sanata dalla proposizione dell'appello dal difensore; ne consegue la nullità del decreto di citazione per l'appello e l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente a Divincenzo, con trasmissione degli atti al Tribunale (Corte d'Appello) di Bari per il prosieguo. Per quanto riguarda Cirillo Vito, il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto congrua la valutazione del giudice di merito circa la sussistenza del tentativo di furto (atti univoci e idonei, contesto ambientale, strumenti rinvenuti) e legittima la mancata concessione dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4 c.p. per l'elevato valore del materiale e i danni consequenziali; inoltre la recidiva ostava alla prevalenza delle attenuanti. Cirillo è stato condannato alle spese e al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625 cod. pen.
art. 625, comma 1, n.2 e n.7 c.p.
Norma che disciplina il reato di furto e le aggravanti contestate; la Corte ha confermato la qualificazione del fatto come tentato furto aggravato sulla base delle aggravanti richiamate.
art. 161 cod. proc. pen.
Previsione sulla notificazione per estratto alla persona contumace; la Cassazione ha ritenuto che la mancata rituale notifica dell'estratto contumaciale all'imputato contumace determini una nullità a regime intermedio, rilevabile se tempestivamente eccepita.
art. 183 cod. proc. pen.
art. 183, comma 1, lett. b) c.p.p.
Norma sulla sanatoria per contraddittorio e difetto di notificazione; la Corte ha escluso l'applicabilità della sanatoria in caso di nullità dell'estratto contumaciale quando la nullità sia tempestivamente eccepita, distinguendo le ipotesi in cui la notifica sia idonea a realizzare l'interesse tutelato.
art. 178 cod. proc. pen.
art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.
Norma che disciplina la nullità del decreto di citazione in appello derivante da vizi della notificazione dell'impugnata; la Corte ha ritenuto applicabile la nullità del decreto d'appello se l'estratto contumaciale non è stato notificato correttamente.
art. 62 cod. pen.
art. 62, comma 1, n.4 c.p.
Circostanza attenuante per danno di speciale tenuità; la Corte territoriale e la Cassazione hanno valutato che, per l'applicazione, occorre considerare non solo il valore del bene ma il danno complessivo e i conseguenti pregiudizi alla persona offesa, ritenendo tale attenuante non applicabile nel caso per l'elevato valore del rame e i danni connessi.
art. 99 cod. pen.
Disposizione sulla recidiva (reiterata); la Corte ha rilevato la recidiva nei confronti di Cirillo, con conseguente ostatività al giudizio di prevalenza delle attenuanti.
art. 69 cod. pen.
Norma che disciplina la prevalenza delle circostanze attenuanti rispetto alle aggravanti; la Corte ha ricordato che la recidiva può impedire la prevalenza delle attenuanti.
Sentenza Corte Costituzionale
Richiamata per il principio che la mancata notifica dell'estratto contumaciale impedisce la decorrenza dei termini di impugnazione e può determinare nullità del decreto di citazione per l'appello se la nullità è tempestivamente eccepita.
Massime di principio
- La notifica dell'estratto contumaciale all'imputato contumace è essenziale: la mancata o irregolare notificazione determina una nullità a regime intermedio che, se tempestivamente eccepita, non è sanata dalla mera proposizione dell'appello da parte del difensore.
- Se la nullità della notificazione dell'estratto contumaciale è rilevata, il decreto di citazione per l'appello è nullo e la sentenza di appello emessa in quel quadro può essere annullata senza rinvio, con rimessione degli atti al giudice competente.
- Per configurare il tentativo di reato (anziché meri atti preparatori) è necessario valutare ex ante l'idoneità e la univocità degli atti compiuti: strumenti idonei, comportamento univoco e contesto (es. luogo, orario, precedenti furti) possono giustificare la qualificazione come tentativo.
- L'attenuante per danno di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva del pregiudizio: non basta il basso valore della cosa in astratto, va considerato l'effettivo danno subito dalla parte offesa (ripristino, interruzioni di servizio, valore commerciale del bene).
- La recidiva può impedire che le circostanze attenuanti prevalgano sulle aggravanti: in presenza di recidiva reiterata il bilanciamento favorevole all'imputato è spesso escluso.
- Errori di notifica a soggetti omonimi o indirizzi diversi richiedono accertamento concreto della conoscenza dell'imputato; tuttavia, se l'imputato contesta tempestivamente la notifica, la giurisprudenza tende a tutelare il diritto di difesa annullando gli atti viziati.
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