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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22668/2024 del 05/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo del 30/11/2023 che aveva, in parziale accoglimento dell'appello del pubblico ministero, riformato l'ordinanza del G.I.P. (24/10/2023) applicando congiuntamente l'obbligo di dimora nel comune di residenza e l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria in relazione ai reati di estorsione (capo 1) e di turbativa d'asta (capo 2), entrambi con aggravante "per modalità mafiose". Il ricorrente deduce: mancanza di gravi indizi di colpevolezza; inesistenza dei presupposti per l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p.; inesistenza delle esigenze cautelari; errata valutazione e interpretazione delle intercettazioni e delle conversazioni tra le parti; contestazione della credibilità della persona offesa (Sodano) e della lettura fatta dal Tribunale degli atti probatori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Motivazione: la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente individuato gravi indizi di colpevolezza per entrambi i reati sulla base delle dichiarazioni della persona offesa, riscontri GPS sull'autovettura di Stracuzzi e registrazioni audio, nonché del contesto territoriale (provincia di Agrigento) e delle misure di prevenzione applicate a Stracuzzi, elementi utili a valorizzare l'aggravante "per modalità mafiose". La Corte ha inoltre richiamato il limite del sindacato in sede di legittimità sulla valutazione della credibilità delle fonti e sulla motivazione: non è ammessa revisione dei fatti se non per carenza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, vizi che non sono stati riscontrati. Sono state quindi confermate le esigenze cautelari in termini di pericolo di reiterazione e la congruità della misura adottata (obbligo di dimora e presentazione quotidiana), valutate anche in considerazione dell'età e dello stato di incensuratezza del ricorrente. Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; il provvedimento impugnato è divenuto esecutivo e sono disposti gli adempimenti di cancelleria previsti.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come titolo dell'appello originario (appello ex art. 310 c.p.p. presentato dal pubblico ministero) — utilizzata per descrivere il tipo di impugnazione che ha portato alla revisione dell'ordinanza del G.I.P.

  • art. 416‑bis.1 cod. pen.

    Aggravante "per modalità mafiose": la Corte ha ritenuto che l'applicazione dell'aggravante fosse giustificata dal contesto territoriale notoriamente soggetto a influenza mafiosa e dalla vicinanza di Stracuzzi ad ambienti mafiosi (anche desumibile dalle misure di prevenzione a suo carico).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato quale norma che abilita alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di inammissibilità dell'impugnazione.

  • art. 28, Regolamento per l'esecuzione del codice di procedura penale

    Norma esecutiva indicata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione che rende esecutivo il provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulla motivazione del giudice di merito è molto limitato: può intervenire solo per carenza, manifesta illogicità o contraddittorietà; valutazioni di merito e di credibilità delle persone offese o dei testimoni restano principalmente riservate al giudice di merito.
  • L'aggravante "per modalità mafiose" può essere ricavata anche dal contesto ambientale e dalle circostanze indirette (ad es. misure di prevenzione a carico del presunto autore, notoria presenza di consorterie mafiose nel territorio) e non richiede sempre un esplicito collegamento formale con un'organizzazione.
  • Elementi indiziari diversi (dichiarazioni della persona offesa, riscontri GPS, registrazioni audio) possono concorrere a formare un quadro probatorio valido per ritenere la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in sede cautelare.
  • Quando il giudice di merito ritiene sussistenti esigenze cautelari recenti e concrete (pericolo di reiterazione), può scegliere misure interdittive proporzionate allo stato personale dell'indagato (es. obblighi di dimora e di presentazione) in alternativa a misure più gravi.
  • In Cassazione non è consentito proporre una semplice rivalutazione alternativa dei fatti o una diversa lettura delle prove: il ricorso che si risolve in mera alternativa probatoria è inammissibile se non dimostra i vizi formali o logico‑giuridici tassativi.

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