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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43578/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del 08/03/2022 del Tribunale di Milano che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio (11/01/2022) emesso dal P.M. deducendo: 1) vizio di motivazione (omessa o apparente) e violazione di legge per mancata indicazione del reato presupposto, del titolo di reato, dei fatti specifici e del soggetto cui attribuire la responsabilità (menzione generica del nominativo Marrazzi e mancanza di specificità rispetto a Labella), sostenendo che il sequestro fosse strumentale a mera acquisizione di notitia criminis in assenza di indizi di reità; 2) illegittimità della perquisizione e del sequestro per sproporzione e per eccessiva estensione (sequestro di tutte le scritture contabili delle società rappresentate dalla Labella) in violazione degli artt. 247, 253 e 275 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e generico, confermando la correttezza della motivazione del Tribunale di Milano. La Cassazione ha ritenuto che il decreto di sequestro probatorio e l'ordinanza di riesame contengano una motivazione analitica e persuasiva, che indicano la finalità probatoria, il reato presunto (riciclaggio) e i soggetti coinvolti, e che valutano la pertinenzialità e la proporzionalità della misura (anche in ragione dell'immediata estrazione di copia forense e della successiva restituzione/limiti al vincolo). Il ricorso è quindi stato respinto; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Riferimento al reato di riciclaggio come presupposto dell'investigazione; la Corte ha ritenuto che il provvedimento indicasse adeguatamente l'ipotesi di reato rispetto alla documentazione richiesta

  • artt. 247, 253, 275 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dalla ricorrente per censurare perquisizione e sequestro; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia valutato regolarmente gli aspetti procedurali, di pertinenzialità e proporzionalità imposti da tali disposizioni

  • art. 42 Cost.

    Principio costituzionale del diritto di proprietà che impone adeguato bilanciamento e motivazione quando si dispone la temporanea indisponibilità di beni; la Corte ha ritenuto che tale bilanciamento sia stato rispettato

  • art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU

    Tutela dei beni ai sensi della Convenzione europea; la Corte ha richiamato la giurisprudenza della CEDU (Agosi) e ha valutato la proporzionalità della misura alla luce di tale principio

  • Sez. U., n. 36072/2018 (Botticelli)

    Giurisprudenza di legittimità che afferma l'obbligo, anche per il decreto di sequestro probatorio, di una motivazione specifica e della finalità perseguita per l'accertamento dei fatti; principio applicato positivamente nel caso

  • Sez. U., n. 5876/2004 (Ferrazzi)

    Pronuncia richiamata per la necessità di esplicitare le ragioni probatorie del vincolo di temporanea indisponibilità e per il controllo di legalità; richiamata dalla Corte per confermare il livello motivazionale del provvedimento impugnato

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione, anche concisa, che indichi specificamente la finalità probatoria e l'ipotesi di reato per la quale si procede; censure generiche sulla mancata indicazione del reato sono inefficaci se dal provvedimento risulta la finalità
  • La pertinenzialità e la proporzionalità della misura sono elementi essenziali: il sequestro è legittimo se c'è un nesso non occasionale tra la cosa sequestrata e l'investigazione, e se la compressione dei diritti (es. proprietà, documenti societari) è minima e giustificata
  • In fase di indagine preliminare è ammesso il sequestro per acquisire documentazione bancaria/contabile quando risultino rilevanti movimenti economico-finanziari e sospetti indicativi di reati (es. riciclaggio); l'uso di copie forensi e la immediata estrazione dei dati attenuano l'impatto sulla proprietà
  • Le contestazioni difensive devono confrontarsi concretamente con la motivazione del giudice: obiezioni generiche o ripetute senza prova dell'assenza del nesso di pertinenza o della sproporzione non sono idonee a rovesciare il provvedimento
  • Per chi impugna è strategico dimostrare specificamente: assenza di nesso tra documenti e fattispecie contestata, sproporzione funzionale della misura rispetto alla finalità probatoria, o violazioni formali tali da compromettere il controllo di legalità

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