Cassazione Civile, Ordinanza n. 26830/2024 del 16/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (società postale)
La controversia
Una risparmiatrice, titolare di due buoni postali fruttiferi della serie Q/P, aveva convenuto in giudizio la società emittente chiedendo il pagamento di ulteriori interessi per il periodo tra il 21° e il 30° anno di durata dei titoli. La domanda si fondava sull’assunto che dovesse applicarsi quanto originariamente stampato sul supporto cartaceo dei buoni, e non la disciplina introdotta dal D.M. 13 giugno 1986. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ritenendo che la timbratura apposta avesse inciso solo sulle prime due decadi. La Corte d’appello, in riforma, aveva invece accolto l’appello della società, accertando che per il periodo dal 21° al 30° anno gli interessi dovessero essere calcolati secondo il D.M. 13 giugno 1986 e riconoscendo alla società il diritto alla restituzione delle somme pagate in eccesso in esecuzione della sentenza di primo grado. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, violazione del D.M. 13 giugno 1986 e dell’art. 173 d.P.R. 156/1973, sostenendo che i titoli recavano entrambe le timbrature richieste e la chiara sigla Q/P, sicché il risparmiatore avrebbe potuto individuare la serie applicabile; con il secondo motivo ha dedotto violazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione agli artt. 1175, 1337 e 1375 c.c., lamentando l’omessa pronuncia sulla domanda risarcitoria proposta fin dal primo grado.
La decisione
La Corte ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia al ricorso depositata dalla ricorrente il 23 luglio 2024, motivata dal venir meno dell’interesse alla prosecuzione a seguito di un precedente arresto della Corte sulla medesima questione. Quanto alle spese, ha disposto la compensazione, rilevando che la rinuncia non era stata accettata dalla controparte e che la giurisprudenza di legittimità sulla questione si era consolidata solo successivamente alla notificazione del ricorso.
Norme richiamate
art. 5 D.M. 13 giugno 1986
La disciplina ministeriale è richiamata come fonte regolatrice dei buoni postali della serie in questione per il calcolo degli interessi nel periodo dal 21° al 30° anno.
Viene evocato come norma di collegamento alla disciplina applicabile ai buoni postali fruttiferi.
È richiamato nel motivo di ricorso per denunciare l'omessa pronuncia sulla domanda risarcitoria.
Sono invocati in relazione al dovere di correttezza e buona fede, in supporto alla domanda risarcitoria dedotta dalla ricorrente.
Massime di principio
- Quando il ricorso viene rinunciato dalla parte ricorrente prima della decisione, il giudizio va dichiarato estinto, indipendentemente dal merito delle censure originariamente proposte.
- In caso di rinuncia non accettata dalla controparte, la Corte può compensare le spese se ricorrono giusti motivi, valutabili anche alla luce dell’evoluzione successiva della giurisprudenza sulla questione controversa.
- La deduzione di omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. richiede che la questione o domanda sia stata effettivamente devoluta al giudice di merito e non esaminata nella sentenza impugnata.
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