Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44394/2023 del 06/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Coscione ha impugnato l'ordinanza del 23/01/2023 della Corte d'Appello di Napoli che aveva respinto la sua domanda di riconoscimento della continuazione tra fatti oggetto di distinte decisioni irrevocabili. Il ricorrente ha dedotto erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che entrambi gli episodi delittuosi erano finalizzati a recare vantaggio al clan camorristico dei casalesi e quindi rientravano in un'unica progettazione criminosa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto per motivi non consentiti (sostanzialmente doglianze di merito/fatto). Ha ritenuto che il giudice di merito avesse compiuto un corretto e concreto esame delle modalità e dei tempi delle condotte, applicando i principi sulla continuazione: serve l'unità di ideazione/disegno criminoso sin dal momento ideativo e non basta la mera abitualità o adesione a un sistema di vita. Perciò il ricorso è stato respinto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Decisione resa il 21 giugno.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La continuazione richiede l'unità di ideazione (disegno criminoso) che abbracci i diversi reati; non si identifica con una scelta di vita, l'abitualità o la sola reiterazione di reati. È necessaria una programmazione iniziale, anche di massima, che preveda i reati almeno in linea generale come mezzi per il conseguimento di un unico fine.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alla somma a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha applicato tale norma liquidando euro 3.000.

  • Sez. I, n. 40123 del 22.10.2010 (giurisprudenza)

    Richiama che la ricaduta nel reato e l'abitualità a delinquere non integrano di per sé l'elemento intellettivo della continuazione; è necessario il requisito dell'unità di ideazione.

  • Sez. I, n. 12905 del 17.3.2010 (giurisprudenza)

    Precisazione che il disegno criminoso può essere delineato in termini generali sin dall'inizio, con possibilità di adattamento alle circostanze, purché i reati siano previsti almeno nelle loro linee essenziali in vista di un unico scopo.

  • Sez. Un., n. 28659 del 18.5.2017 (giurisprudenza)

    In sede esecutiva, come in cognizione, il riconoscimento della continuazione richiede verifica di indicatori concreti: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e che i successivi reati fossero programmati almeno nelle linee essenziali al momento del primo reato.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione è necessario provare l'unità di ideazione/disegno criminoso sin dal momento ideativo; non basta la reiterazione o l'appartenenza a un clan.
  • La valutazione della continuazione è in gran parte indiziaria e si basa su elementi esterni (tempi, modalità, bene offeso, contiguità spaziale-temporale, sistematicità), non su affermazioni astratte sulla 'scelta di vita'.
  • In sede esecutiva il giudice deve compiere un esame approfondito degli indicatori sopra indicati; motivazioni che analizzano tempi e modalità sottraggono le questioni al sindacato di legittimità se sono logiche e coerenti.
  • I motivi di ricorso che impugnano valutazioni di fatto (es. corretta analisi delle modalità e dei tempi) sono spesso inammissibili in Cassazione; chi propone ricorso deve formulare motivi di diritto ammissibili.
  • Il ricorrente rischia, oltre al rigetto, la condanna alle spese processuali e una sanzione pecuniaria (art. 616 c.p.p.) se il ricorso è inammissibile per motivi non consentiti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.