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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33930/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 02/07/2021 che confermava la condanna per furto aggravato (artt. 624, 625 n.4 e 61 n.5 c.p.). Quattro motivi: 1) presunto travisamento e mancata valutazione della deposizione della persona offesa CARDANI e violazioni degli artt. 192 e 530 c.p.p.; 2) contestata incompletezza e violazione delle norme probatorie in relazione all'identificazione dell'imputato, riferita al teste di polizia giudiziaria MARZO (artt. 192, 195, 530 c.p.p.); 3) dedotta errata applicazione dell'art. 110 c.p. e vizio di motivazione in ordine al concorso nel delitto; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi sono stati ritenuti generici e privi della necessaria specificità: il presunto travisamento della prova non è stato indicato in modo decisivo e non è stata fornita una puntuale indicazione di come l'omissione o l'errore avrebbero inciso sul convincimento. La Corte ha ritenuto che l'affermazione di responsabilità non si sia fondata sul solo riconoscimento della persona offesa, ma su elementi indiziari valutati dalla Corte territoriale, in particolare sulle risultanze riferite dal Maresciallo MARZO circa il riconoscimento mediante fotogrammi e l'uso dell'autovettura intestata al ricorrente. È stato altresì richiamato il principio secondo cui le dichiarazioni de relato sono utilizzabili se la difesa in primo grado non ha chiesto di esaminare la fonte. È stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000 per l'evidente inammissibilità del ricorso. La pronuncia impugnata resta quindi confermata nei suoi effetti.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), c), e)

    Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione utilizzati: violazione di legge penale, violazione di norme processuali e vizio di motivazione; la Corte ha valutato che molte censure erano generiche e non rispettavano i requisiti di specificità richiesti

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle doglianze sulla valutazione della prova; la Corte sottolinea che la violazione di tale norma non è automaticamente sanzionata a pena di nullità e che le censure devono essere specifiche

  • art. 195 cod. proc. pen.

    Disciplina l'esame dei testi e la possibilità di escussione; la Corte ha ritenuto ammissibile l'uso di dichiarazioni de relato quando la difesa in primo grado non abbia esercitato il diritto di esaminare la fonte

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Norma sul giudizio abbreviato; citata in ordine alle doglianze processuali ma non ritenuta con capacità decisiva nel ricorso

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto congrua la valutazione del giudice di merito circa il concorso e la cooperazione soggettiva sulla base degli elementi fattuali

  • artt. 624, 625 n.4 e 61 n.5 cod. pen.

    Norme sostanziali che definiscono il reato di furto aggravato e le circostanze aggravanti; costituivano il capo di imputazione confermato in sede di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali e l'irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende in caso di dolo nella proposizione del ricorso; applicata per sanzionare l'evidente inammissibilità

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità dei motivi di ricorso per cassazione; richiamato per precisare i limiti entro cui sono stati esposti i motivi

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 conv. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norma che ha consentito all'Avvocato generale della Repubblica di presentare requisitoria scritta; citata nel procedimento

Massime di principio

  • In cassazione le censure devono essere specifiche e dimostrare in che modo l'errore di fatto o di diritto sia decisivo per il giudizio di colpevolezza; mere affermazioni generiche o ricostruzioni alternative dei fatti sono inammissibili
  • Il cosiddetto travisamento della prova (omissione o errata valutazione) richiede una precisa indicazione degli elementi omessi e della loro incidenza sul convincimento giudiziale per essere efficacemente sindacabile in Cassazione
  • Le dichiarazioni de relato possono essere utilizzate dal giudice di merito se la difesa in primo grado non ha esercitato il diritto di esaminare la fonte; la mancata escussione della fonte non rende automaticamente inutilizzabile la dichiarazione
  • La valutazione indiziaria e la prova per presunzioni sono legittime se il giudice di merito fornisce un percorso logico che colleghi gli indizi alla responsabilità; la Cassazione non sostituisce il convincimento del giudice di merito salvo palese illogicità
  • La concessione o negazione delle circostanze attenuanti generiche rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e può essere censurata in Cassazione solo quando la motivazione sia manifestamente illogica o priva di qualsiasi riferimento ai fatti rilevanti
  • Le doglianze processuali fondate su presunti profili di nullità o inutilizzabilità devono indicare espressamente la norma violata e la relazione causale tra la violazione e l'atto decisivo per la condanna

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