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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33765/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto dal GIP. Due censure principali: 1) inesistenza del dolo richiesto per i reati tributari contestati (dolo eventuale), con la tesi che Guarnieri fosse un mero prestanome, estraneo alla gestione reale delle società e addirittura dimissionario; 2) carenza del requisito del periculum in mora nel provvedimento di sequestro ai sensi dell'art. 321, comma 2 c.p.p., in quanto la motivazione si sarebbe limitata a richiamare la confiscabilità del bene senza spiegare il rischio concreto di dispersione o sottrazione nel periodo antecedente la decisione di merito; si eccepiscono inoltre le condizioni personali (età, difficoltà economiche) a sostegno dell'assenza del periculum.

La decisione

La Cassazione ha respinto il primo motivo come manifestamente infondato: la giurisprudenza conferma la responsabilità penale dell'amministratore (anche se prestanome) per omissione di vigilanza negli illeciti tributari e l'ordinanza aveva rilevato che Guarnieri, nell'interrogatorio, aveva ammesso di aver accettato la carica per necessità economiche, accettando così il rischio delle condotte illecite. Sulla seconda doglianza la Corte ha invece accolto il rilievo: richiamando il principio delle Sezioni Unite (S.U. n. 36959/2021), ha affermato che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione, seppur concisa, anche sul "periculum in mora", salvo l'ipotesi delle cose intrinsecamente confiscabili ex art. 240 c.p. La mancanza di tale motivazione giustifica l'annullamento limitatamente alla sussistenza delle esigenze cautelari; il provvedimento è stato quindi annullato per questo profilo e rinviato al Tribunale di Perugia per nuovo esame delle esigenze cautelari. Nel resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000

    artt. 2, 8 e 10‑quater, comma 2

    Norme che individuano i reati tributari e gli elementi di responsabilità penale e patrimoniale; sono le norme sostanziali da cui derivano i presunti profitti illeciti oggetto di sequestro e confisca.

  • codice di procedura penale

    Consente il sequestro preventivo per assicurare la confisca per equivalente; la Corte richiama l'obbligo di fornire una motivazione anche sul periculum in mora che giustifica l'anticipazione dell'effetto ablativo.

  • codice penale

    Individua le ipotesi di beni e somme soggetti a confisca, comprese le cose la cui detenzione/uso costituisce reato; la Corte ha chiarito che per tali beni la sola appartenenza al novero dei beni confiscabili può, in casi limitati, basare la motivazione cautelare.

  • codice penale

    Norma inerente al riciclaggio/proventi illeciti utilizzata come titolo per il sequestro dei valori illecitamente acquisiti.

  • d.lgs. 74/2000

    Prevede profili di responsabilità e misure patrimoniali connesse ai reati tributari; richiamata come presidio per la confisca dei profitti illeciti.

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b

    Consente il motivo di cassazione per violazione di legge penale e error in iudicando; è la norma processuale invocata per censurare la qualificazione del dolo e l'applicazione dell'art. 321 c.p.p.

  • Cass. Sez. Unite, S.U. n. 36959

    Principio richiamato dalla Corte: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere la motivazione, anche concisa, sul periculum in mora, salvo il caso delle cose intrinsecamente confiscabili ex art. 240 c.p.

  • codice di procedura penale

    Norma che disciplina la competenza e il rinvio per nuovo esame: la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Perugia per rivalutare le esigenze cautelari.

Massime di principio

  • La qualifica soggettiva dell'amministratore: anche il mero 'prestanome' che accetta formalmente la carica assume doveri di vigilanza; la semplice accettazione può integrare dolo generico o dolo eventuale se il soggetto accetta il rischio di omessa vigilanza.
  • Sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321, comma 2 c.p.p.): il provvedimento deve contenere una motivazione, anche sintetica, sul periculum in mora che giustifica l'anticipazione degli effetti della confisca prima della sentenza definitiva.
  • Eccezione: per beni la cui detenzione/uso costituisce reato ex art. 240 c.p., la motivazione può limitarsi all'appartenenza del bene al novero dei beni confiscabili, essendo considerati intrinsecamente pericolosi.
  • La sola condizione personale dell'indagato (età avanzata, difficoltà economiche, presunta inattività) non esclude automaticamente il periculum in mora; il giudice deve valutare e motivare il rischio concreto di dispersione o sottrazione delle somme.
  • In sede di impugnazione è strategico distinguere i profili: contestare il fumus del reato e il dolo (prove e dichiarazioni) e, parallelamente, analizzare la completezza della motivazione sul periculum in mora; la Corte di legittimità può annullare il provvedimento limitatamente agli aspetti cautelari senza invece rimettere in discussione tutta la contestazione sostanziale.
  • Quando la motivazione sul periculum è generica o assente, il rimedio è l'annullamento con rinvio affinché il giudice di merito rivaluti le esigenze cautelari e, se necessario, disponga il dissequestro o una misura meno gravosa.

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