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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3334/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Torino che lo aveva dichiarato colpevole dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (con estinzione per prescrizione dell'aggravamento del dissesto fallimentare). In Cassazione deduce: (i) carenza e contraddittorietà della motivazione rispetto alla sussistenza oggettiva dei fatti; (ii) insufficienza della valutazione dell'elemento soggettivo (dolo), sostenendo che la documentazione bancaria avrebbe permesso di ricostruire la situazione e che egli aveva la volontà di onorare i debiti; (iii) errata qualificazione giuridica dei fatti (le somme sarebbero state usate per tentativi di risanamento e per pagare debiti); (iv) mancato riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità (richiamo all'art. 62, comma 4 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici, in parte nuove questioni non sollevate in appello e, comunque, manifestamente infondati. In particolare ha confermato che la relazione del curatore fallimentare ex art. 33 l.f., integrata dalla motivazione del primo grado, poteva essere posta a fondamento della condanna e che le contestazioni difensive risultavano mere asserzioni generiche non idonee a scalfire gli accertamenti. Ha inoltre censurato come inedita la richiesta in Cassazione dell'attenuante di cui all'art. 62, comma 4 c.p. Per legge (art. 616 c.p.p.) ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge fallimentare (L.F.) art. 219, co. 3

    Riferita in udienza dal Pubblico Ministero quale parametro per valutare un'attenuante; nella vicenda il Procuratore generale aveva chiesto annullamento con rinvio limitatamente a tale attenuante, ma la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso senza pronunciarsi sul merito di tale richiesta.

  • Legge fallimentare (L.F.) art. 33

    La relazione del curatore ex art. 33 l.f. è stata considerata prova rilevante e costituisce una valida base motivazionale per la sentenza di merito quando non venga efficacemente contraddetta; può integrare elementi oggettivi utili a ricostruire responsabilità in materie fallimentari.

  • Codice Penale art. 62, co. 4

    Si tratta di un'attenuante invocata dal ricorrente con riferimento alla special tenuità del danno patrimoniale; la Corte ha ritenuto la questione nuova e non adeguatamente proposta nei gradi precedenti, con conseguente inammissibilità della deduzione in Cassazione.

  • Codice di procedura penale art. 616

    Stabilisce le conseguenze per ricorsi inammissibili o manifestamente infondati: condanna alle spese e possibile imposizione di pagamento a favore della cassa delle ammende; applicato nel caso per comminare spesa e ammenda di Euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 5, n. 21028 del 21/02/2020 (richiamata)

    Richiamata per affermare che la mera possibilità di ricostruzione patrimoniale 'aliunde' non è sempre sufficiente a escludere rilievi derivanti da carenze contabili; la ricostruzione extracontabile non sopperisce automaticamente alle omissioni nella tenuta delle scritture, se queste rendono impossibile una ricostruzione completa.

Massime di principio

  • Per ottenere ammissione e successo in Cassazione è fondamentale che i motivi siano specifici, già sollevati e sviluppati nei gradi precedenti; questioni nuove in Cassazione rischiano l'inammissibilità.
  • La relazione del curatore fallimentare ex art. 33 l.f., se non efficacemente confutata, può essere valutata dal giudice come fonte probatoria rilevante per accertare responsabilità in reati fallimentari.
  • La generica contestazione dell'assenza di conti o di parti civili non annulla automaticamente gli accertamenti probatori: chi impugna deve fornire elementi concreti e puntuali per confutare la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti aziendali.
  • Le deduzioni relative all'elemento soggettivo (dolo) devono essere adeguatamente motivate e documentate; semplici affermazioni difensive sulla volontà di pagare debiti o sull'uso prudente di somme non sostituiscono prove concrete.
  • La richiesta di attenuanti (es. tenuità del danno) va proposta e argomentata tempestivamente nei precedenti gradi; sollevare tali profili per la prima volta in Cassazione espone al rischio di non ammissione.
  • Ricorsi in Cassazione manifestamente generici o colposi possono essere sanzionati con condanna alle spese e pagamento alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.; è opportuno valutare la fondatezza e la correttezza formale dei motivi prima di proporre ricorso.

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