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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24833/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva la violazione della legge penale per carenza di querela rispetto al fatto per cui l'imputato era stato condannato: secondo il ricorrente la persona offesa (Giuseppa Danna) avrebbe querelato solo per la falsificazione della firma sull'assegno n. 0107465160 e non per la sottrazione/appropriazione dello stesso, mentre riguardo ad altri due assegni aveva soltanto denunciato lo smarrimento; quindi, a suo avviso, mancava la condizione di procedibilità per il reato (reati procedibili a querela) per il quale era stato condannato

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e carenza di specificità, rilevando che il motivo si limitava a riproporre le stesse allegazioni già esaminate e rigettate dalla Corte d'appello senza muovere critiche argomentate. Sotto il profilo sostanziale la Corte ha ritenuto che la querela della persona offesa, anche se formulata richiamando precedenti denunce di smarrimento e denunciando l'uso di un assegno con firma falsa chiedendo di procedere per "tutti i reati ravvisabili", fosse idonea a manifestare la volontà di punizione e ad individuare il fatto-reato oggetto del procedimento, coprendo pertanto le condotte per cui era stata pronunciata la condanna (anche se la fattispecie era stata in parte riqualificata). Capitoli conclusivi: ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; ha rigettato la richiesta di liquidazione in Cassazione dei compensi del difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato, rinviando tale questione al giudice di merito

Norme richiamate

Massime di principio

  • Per i reati procedibili a querela è sufficiente che la querela consenta la sicura individuazione del fatto-reato; non sono necessarie descrizioni dettagliate se il fatto è identificabile
  • La querela è un negozio giuridico cui si applicano le regole di interpretazione degli atti: in caso di dubbi deve prevalere il favor querelae e si deve attribuire alla querela un significato idoneo a produrre effetti
  • Denunce di smarrimento integrate da successiva querela che richiami le denunce e segnali l'uso di titoli con firma falsa possono essere considerate idonee a manifestare la volontà di punizione anche per condotte (es. furto) che la persona offesa non conosceva immediatamente
  • Il ricorso per cassazione deve contenere critiche argomentate e specifiche: la mera riproposizione di doglianze già esaminate e respinte dalla Corte di merito senza nuova argomentazione determina l'inammissibilità
  • La Corte di cassazione può irrogare sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende) per ricorsi manifestamente infondati e con profili di colpa, mentre la liquidazione dei compensi per patrocinio a spese dello Stato spetta al giudice di merito

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