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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24815/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di merito l'imputato era stato condannato per un reato contro il patrimonio, con la Corte d'appello che aveva escluso l'attenuante prevista dall'art. 648, comma 4, c.p. e aveva negato le circostanze attenuanti generiche, valorizzando i numerosi precedenti specifici e ritenendo il quadro complessivo indicativo di maggiore colpevolezza e pericolosità sociale. In cassazione il difensore ha dedotto un unico motivo, prospettando violazione di legge e vizio di motivazione in punto trattamento sanzionatorio, per omessa esclusione della recidiva e mancato riconoscimento delle attenuanti, sostenendo in sostanza che la motivazione della sentenza di merito fosse carente su tali aspetti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e quindi lo ha dichiarato inammissibile. Ha osservato che la Corte territoriale, escludendo l'attenuante di cui all'art. 648, comma 4, c.p. e richiamando i numerosi precedenti specifici dell'imputato, aveva implicitamente confermato la sussistenza dei presupposti della recidiva ex art. 99, comma 2, c.p.; inoltre, il diniego delle attenuanti generiche era stato motivato con l'assenza di elementi positivamente valorizzabili, in linea con la giurisprudenza di legittimità. La Suprema Corte ha anche ribadito che non è censurabile in cassazione la sentenza che non risponda espressamente a una specifica deduzione se il tema risulta comunque affrontato nella complessiva struttura argomentativa della decisione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648, comma 4, c.p.

    La Corte richiama l'esclusione dell'attenuante prevista dalla norma come elemento coerente con la valorizzazione dei precedenti specifici e con il giudizio di maggiore colpevolezza/pericolosità sociale.

  • art. 99, secondo comma, c.p.

    La motivazione della sentenza di merito è letta come implicita conferma dei presupposti applicativi della recidiva aggravata, desumendoli dai numerosi precedenti specifici dell'imputato.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate quando manchino elementi positivamente valorizzabili a favore dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è censurabile la sentenza di merito che non risponda espressamente a una specifica deduzione difensiva, quando il relativo tema risulti comunque affrontato nella complessiva struttura argomentativa della decisione.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito evidenzia l'assenza di elementi positivamente apprezzabili a favore dell'imputato.
  • La valorizzazione di numerosi precedenti specifici può sorreggere il giudizio di maggiore colpevolezza e pericolosità sociale, con conseguente conferma della recidiva quando la motivazione complessiva lo consenta implicitamente.
  • Quando il ricorso si risolve in una contestazione manifestamente infondata del trattamento sanzionatorio, la Corte può dichiararlo inammissibile e applicare le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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