Cassazione Penale, Sentenza n. 41786/2022 del 04/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma del 26/04/2022 che, nel riesame dell'istanza presentata da Alessandro Calabresi, aveva revocato il decreto di sequestro emesso il 24/03/2022 dal P.M. presso il Tribunale di Tivoli per carenza di motivazione. La Procura di Tivoli deduceva violazione di legge, sostenendo che il sequestro, letto con il verbale di sequestro, fosse adeguatamente motivato (richiamo all'art. 648 c.p., nesso pertinenziale e finalità probatorie) e non avesse mere finalità esplorative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di legittimazione dell'ufficio impugnante. La decisione si è fondata sulla consolidata giurisprudenza secondo cui soltanto il pubblico ministero appartenente all'ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato è legittimato a proporre il ricorso contro l'ordinanza del tribunale del riesame; la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli non era pertanto legittimata a impugnare l'ordinanza del Tribunale di Roma. Conseguenza pratica: inammissibilità del ricorso e conferma (nei suoi effetti) dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva revocato il sequestro.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020
Richiamato in relazione alle conclusioni scritte depositate dal Sostituto Procuratore Generale; non rilevante ai fini della decisione sulla legittimazione ma indicato come normativa procedurale per il deposito delle conclusioni
Norma sostanziale cui si riferisce l'accusa (reato per cui si procedeva). La Procura sosteneva che dal provvedimento e dal verbale risultassero gli elementi relativi al reato ai sensi di questa norma
Richiamato in tema di legittimazione e impugnazioni: disciplina gli uffici del pubblico ministero e la competenza dell'ufficio che ha emesso il provvedimento
Norma che individua espressamente i soggetti legittimati all'impugnazione; la Corte ha ritenuto che non comprenda l'ufficio della Procura che ha proposto il ricorso in questo caso
Principio di tassatività circa i mezzi e i soggetti dell'impugnazione: la legittimazione ad impugnare è limitata ai soggetti espressamente indicati dalla legge
artt. 309 e 310 cod. proc. pen.
Richiamati dalla giurisprudenza citata: connessi alla materia delle misure cautelari e all'organizzazione degli uffici del pubblico ministero, utilizzati per sostenere che il Procuratore Generale non è legittimato ad impugnare provvedimenti del tribunale del riesame emessi dall'ufficio periferico
Massime di principio
- La legittimazione ad impugnare contro le ordinanze del tribunale del riesame è strettamente determinata dalla legge: può proporre ricorso solo il pubblico ministero dell'ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato; altri uffici non sono legittimati e il ricorso è inammissibile per carenza di legittimazione.
- Prima di proporre impugnazione è necessario verificare puntualmente quale ufficio del Ministero Pubblico abbia emesso il provvedimento: l'assenza di corrispondenza territoriale/organizzativa tra l'ufficio impugnante e quello che ha emesso il provvedimento determina l'inammissibilità del ricorso, indipendentemente dal merito delle censure.
- Il principio di tassatività dell'art. 568 c.p.p. impone che i soggetti legittimati all'impugnazione non possano essere estesi per interpretazione: la scelta legislativa su chi può impugnare va rispettata.
- Quando la questione principale dell'impugnazione riguarda la legittimazione dell'impugnante, la Corte di legittimità può dichiarare inammissibile il ricorso senza entrare nel merito dei punti sostanziali relativi alla validità della misura (es.: adeguatezza della motivazione del sequestro).
- Sulle misure di sequestro probatorio, se si vuole contestare la motivazione o l'esistenza del nesso pertinenziale e delle finalità probatorie, è essenziale che l'atto impugnativo sia proposto da un soggetto legittimato: altrimenti tali questioni non saranno mai esaminate dal giudice di legittimità.
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