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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28786/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva confermato la condanna dell'imputato alla pena di un anno di reclusione e 400 euro di multa per avere reso, nell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, una dichiarazione reddituale incompleta, omettendo di indicare i redditi dei congiunti conviventi. Nel ricorso per cassazione l'imputato ha dedotto vizio motivazionale con riferimento all'elemento soggettivo del reato, sostenendo di non essere consapevole di dover computare tali redditi e che si sarebbe trattato di un errore scusabile, quindi di una condotta non sorretta dal dolo richiesto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto la censura manifestamente infondata perché mirava, in realtà, a una rilettura del fatto e del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità. Ha inoltre osservato che la motivazione della sentenza impugnata era logica e coerente nell'escludere un mero difetto di controllo, poiché le omissioni riguardavano dati nella diretta sfera di conoscibilità e gestione dell'imputato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Integra il reato le false indicazioni o omissioni, anche parziali, rese nell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

  • art. 76 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La verifica dei requisiti reddituali deve estendersi a tutti i componenti del nucleo familiare, secondo la chiara disciplina richiamata dalla Corte.

  • art. 79 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La dichiarazione per il gratuito patrocinio deve contenere dati completi e relativi a tutti i soggetti rilevanti ai fini del reddito.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, ove non vi sia assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di patrocinio a spese dello Stato, le false indicazioni o omissioni nella dichiarazione reddituale integrano il reato anche se parziali e indipendentemente dalla reale sussistenza dei requisiti per il beneficio.
  • L'elemento soggettivo richiesto è il dolo generico, che deve essere rigorosamente provato; non è sufficiente un semplice difetto di controllo, che attiene alla colpa, salvo il caso di dolo eventuale.
  • Quando la declaratoria di colpevolezza è sorretta da motivazione logica e coerente, la censura che sollecita una diversa lettura del compendio probatorio è inammissibile in cassazione perché tende a un riesame del merito.
  • Le omissioni relative ai redditi dei familiari conviventi e agli elementi della dichiarazione che ricadono nella sfera di diretta conoscibilità dell'istante non sono normalmente compatibili con l'allegazione di un errore scusabile, se il giudice di merito abbia escluso in modo non illogico il difetto di consapevolezza.

Come è indicizzato

MaterieFavoreggiamento personaleImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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