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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28658/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., rilevando che le doglianze non integravano un errore di fatto emendabile, ma investivano valutazioni già compiute dalla precedente decisione di legittimità. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ravvisando profili di colpa nell'iniziativa impugnatoria per l'evidente inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il soggetto condannato ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di cassazione che, a sua volta, aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso straordinario. La doglianza era diretta a censurare la decisione di legittimità per asserito errore percettivo/omissione di valutazione, in relazione al tema della sua intraneità a una articolazione territoriale della 'ndrangheta di Reggio Calabria e alla questione, ritenuta dalla Corte già esaminata, della mancanza di un'autonoma cosca Morelli, considerata invece articolazione territoriale della cosca Stillitano. La Corte, richiamando i confini dell'art. 625-bis c.p.p., ha ritenuto che le censure mirassero in realtà a contestare valutazioni di merito e di giudizio, non un errore di percezione degli atti di legittimità. Il ricorso è stato quindi dichiarato manifestamente infondato e, conseguentemente, inammissibile; sono state poste a carico del ricorrente le spese processuali e la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende per colpa nell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario è ammesso solo per correggere una svista o un equivoco percettivo sugli atti interni del giudizio di legittimità; restano esclusi gli errori di valutazione o di giudizio e le contestazioni che richiedano rivalutazioni del percorso argomentativo della Corte.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, quando ricorrano profili di colpa nell'impugnazione, anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    L'omesso esame di un motivo può rilevare solo se la doglianza era decisiva e la mancata considerazione dipende da un sicuro errore di percezione.

  • Corte cost. n. 186 del 13/06/2000

    È richiamata per giustificare la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità colpevole dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è esperibile soltanto quando la decisione di legittimità sia fondata su una falsa percezione di un dato processuale interno; non può essere utilizzato per contestare l'interpretazione degli atti, la motivazione o la valutazione giuridica già compiuta dalla Corte.
  • Non integra errore di fatto l'omessa motivazione su un motivo di ricorso quando quel motivo risulti implicitamente disatteso, assorbito o comunque non decisivo; in tali casi la censura resta esterna al perimetro dell'art. 625-bis c.p.p.
  • Perché l'omissione di esame di un motivo possa fondare il ricorso straordinario, il ricorrente deve dimostrare che il motivo era decisivo e che la sua mancata considerazione deriva da un sicuro errore di percezione, non da una scelta valutativa del giudice.
  • Quando il ricorso straordinario si risolve in una critica al ragionamento decisorio della sentenza di cassazione, la Corte deve dichiararlo inammissibile perché il rimedio non consente una revisione del giudizio di legittimità già reso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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