Cassazione Penale, Sentenza n. 23742/2024 del 13/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente era stata condannata per il reato di ricettazione di un assegno provento di furto. Con il ricorso per cassazione il difensore contestava: (i) la rilevanza e l'attendibilità delle dichiarazioni ricognitive utilizzate per l'identificazione dell'imputata, ritenute incerte e non corroborate da elementi esterni; (ii) il mancato riconoscimento della circostanza attenuante prevista dall'art. 648, comma 4, c.p., per l'esiguo valore del "documento-assegno".
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che la censura si risolvesse in una richiesta di rivalutazione della capacità dimostrativa delle prove, materia non sindacabile in questa sede; ha confermato la valutazione della Corte d'appello, che aveva ritenuto attendibili le dichiarazioni ricognitive (con grado di certezza indicato al 99%) e aveva evidenziato elementi corroboranti quali la corrispondenza del codice fiscale. Sul secondo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che sia applicabile l'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità nel caso di assegni/ documenti: il valore da considerare è quello della potenziale utilizzabilità e non dello stampato, e la Corte d'appello aveva correttamente escluso sia l'esiguità del bene sia la tenuità della condotta. Per effetto dell'inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8
Consente lo svolgimento del procedimento con contraddittorio scritto; la Corte ricorda che il procedimento si è svolto secondo tale disciplina
La norma prevede la circostanza attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte interpreta che, nella ricettazione di assegni e documenti, il valore da considerare è la potenziale utilizzabilità e non il valore dello stampato, con conseguente difficoltà di riconoscere l'attenuante quando il bene non è di esiguo valore o la condotta è grave
Stabilisce le conseguenze in caso di inammissibilità del ricorso: condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale disposizione quantificando la somma in euro tremila
Cassazione, Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015 (mass.)
Principio secondo cui la Corte di legittimità non può rivedere la valutazione di merito sulla capacità dimostrativa delle prove; il suo controllo è limitato alla verifica della tenuta logica della motivazione e del rispetto delle fonti di prova
Cassazione, Sez. 2, n. 24075 del 04/02/2015 (Dicecca)
Precedente che afferma che per beni come assegni in bianco o documenti il valore rilevante è quello della loro potenziale utilizzabilità e non il valore materiale dello stampato, con conseguenze sull'immutabilità dell'attenuante
Cassazione, Sez. 2, n. 14 del 09/10/1992 (Tonicello)
Giurisprudenza consolidata che considera il valore potenziale dei documenti ai fini della valutazione del danno patrimoniale nella ricettazione
Cassazione, Sez. 2, n. 29346 del 10/06/2022 (Mazza)
Ribadisce che il valore del bene concorre in via sussidiaria alla valutazione della particolare tenuità: se il bene non è esiguo la tenuità va esclusa; se è lieve, occorre valutare anche gli altri parametri dell'art. 133 c.p.
Massime di principio
- La Corte di cassazione non è sede per una nuova valutazione del merito probatorio: i motivi che si limitano a chiedere la rivalutazione dell'attendibilità delle prove sono inammissibili. In appellate questioni di fatto è necessario indicare specifici travisamenti o violazioni di legge per essere riesaminate in cassazione.
- Le identificazioni testimoniali o ricognitive possono fondare una condanna anche se vi siano incertezze temporali, se sono fornite motivazioni persuasive e ci sono elementi corroboranti (es. corrispondenza di dati anagrafici o codice fiscale).
- Nelle ipotesi di ricettazione di documenti o assegni il valore rilevante è quello della potenziale utilizzabilità del documento e non il valore materiale del supporto; perciò l'attenuante della "speciale tenuità" è raramente applicabile quando il documento può essere utilizzato per procurare profitto economico non trascurabile.
- La valutazione della sussistenza dell'attenuante per particolare tenuità richiede l'analisi congiunta del valore del bene e dei parametri soggettivi/oggettivi dell'art. 133 c.p.; l'assenza di esiguità del bene o la gravità della condotta ostano al riconoscimento dell'attenuante.
- Un ricorso dichiarato inammissibile può comportare, oltre al rigetto, la condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto va valutata attentamente l'ammissibilità prima di proporre ricorso in cassazione.
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