Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 1479/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601537

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Liguria, Sez. I, n. 6/2026, che aveva respinto la domanda cautelare; nelle more, autorizzazione comunale ex art. 45-bis Cod. nav.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza del TAR Liguria che aveva respinto la domanda cautelare proposta nel giudizio di primo grado. Nel corso del giudizio d’appello, la società ha dichiarato che il Comune ha rilasciato, con provvedimento del 17 aprile 2026, l’autorizzazione prevista dall’art. 45-bis Cod. nav. Ha quindi rappresentato che, per effetto del rilascio dell’autorizzazione, era cessata la materia del contendere.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’istanza cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a., in ragione del sopravvenuto rilascio dell’autorizzazione comunale che ha eliminato l’interesse attuale alla decisione della fase cautelare. Non è stata esaminata nel merito la legittimità dell’ordinanza cautelare del TAR né sono state svolte valutazioni su fumus boni iuris o periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate per giustificati motivi.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La sopravvenuta perdita dell’interesse alla decisione determina l’improcedibilità dell’appello cautelare.

  • art. 45-bis Cod. nav.

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell’autorizzazione rilasciata dal Comune nelle more del giudizio.

Massime di principio

  • Il rilascio, nelle more dell’appello cautelare, dell’autorizzazione amministrativa richiesta dal ricorrente fa venir meno l’interesse attuale alla decisione della domanda cautelare e comporta la dichiarazione di improcedibilità dell’istanza.
  • Quando l’improcedibilità deriva da un provvedimento sopravvenuto che soddisfa la pretesa sostanziale dedotta nella fase cautelare, il giudice non è tenuto a esaminare il fumus boni iuris e il periculum in mora.
  • La sopravvenuta definizione della fase cautelare non determina automaticamente una decisione sul merito del giudizio di cognizione, salvo quanto diversamente stabilito dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelareEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.