Cassazione Penale, Sentenza n. 10316/2023 del 10/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'opposizione alla decisione di non restituire due appartamenti sottoposti a sequestro e poi confiscati definitivamente con sentenza della Corte d'appello di Napoli del 27/02/2017 (irrevocabile 12/09/2019). Il ricorrente, terzo titolare apparente, deduceva l'erronea applicazione dell'art. 12-sexies d.l. 306/1992 (oggi art. 240-bis c.p.), lamentando inversione dell'onere probatorio e allegando nuovi elementi (accertamento fiscale e relazione tecnica del commercialista) che, secondo lui, dimostravano la capacità reddituale e la lecita provenienza dei mezzi per l'acquisto.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti e per difetto di specificità, ritenendo che il ricorso reiterasse argomentazioni già esaminate dal Giudice dell'opposizione e che le presunte "novità" (accertamento fiscale analitico-induttivo e documentazione contabile) non fossero idonee a scalfire il giudicato sulla sproporzione patrimoniale già accertata a carico del nucleo familiare del condannato. La Corte ha inoltre osservato che, in presenza di un giudicato penale definitivo, la via corretta per incidere sulla statuizione di confisca è, in presenza di nuovi elementi, il rimedio della revisione del giudicato o, in sede di esecuzione, l'incidente di revoca con prove sopravvenute. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 12-sexies d.l. n. 306 del 1992 (conv. l. n. 365/1992)
art. 12-sexies d.l. n. 306 del 1992, convertito dalla legge n. 365 del 1992
Riconosciuta come norma che consente il sequestro e la confisca cd. "allargata" per sproporzione tra beni e redditi del nucleo familiare; la sua applicazione comporta una presunzione relativa di illecita provenienza che impone all'accusa di dimostrare la sproporzione e al titolare apparente l'onere di allegare e provare, con elementi idonei, la lecita provenienza dei mezzi impiegati per l'acquisto
art. 240-bis cod. pen.
richiamato quale corrispondente norma penale
Norma attualmente corrispondente alla disciplina della confisca allargata: conferma i criteri di applicazione e la necessità di valutare sproporzione e provenienza dei beni
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Norma che regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiamata per indicare la natura originaria del provvedimento di sequestro
art. 667, comma 4 e art. 676 cod. proc. pen.
art. 667, comma 4 e art. 676 cod. proc. pen.
Indicano rimedi esperibili in sede di esecuzione per la revoca del sequestro/confisca e la procedura incidentale per la rimozione della misura quando siano dedotte prove nuove sopravvenute
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la facoltà per la Corte di infliggere sanzioni pecuniarie alla Cassa delle ammende per motivi di colpa nell'accesso o nella determinazione della causa di inammissibilità; applicata per irrogare euro 3.000 al ricorrente
Massime di principio
- Se la confisca è divenuta definitiva in un giudizio di cognizione, l'interessato che voglia rimuoverla deve produrre elementi nuovi e specifici: la strada più idonea per farlo è la revisione del giudicato se le nuove prove incidono sul giudizio di condanna, oppure, in sede di esecuzione, l'incidente per la revoca basato su prove sopravvenute.
- La normativa sulla confisca cd. "allargata" opera una presunzione relativa di illecita provenienza quando sussiste sproporzione tra beni e redditi del nucleo familiare; l'accusa deve dimostrare la sproporzione, ma il titolare apparente deve fornire una allegazione probatoria dettagliata e documentale sulla lecita provenienza dei mezzi impiegati (non bastano i soli atti di acquisto trascritti).
- Un accertamento fiscale di tipo analitico-induttivo non costituisce automaticamente prova idonea a scalfire una precedente valutazione giudiziale sulla sproporzione patrimoniale, specie se non è possibile collocare temporalmente e documentalmente gli utili rispetto al momento dell'acquisto del bene.
- La Corte di legittimità non può riesaminare i fatti e le valutazioni probatorie svolte in sede di merito; i ricorsi in Cassazione devono essere specifici e muovere profili di diritto o di motivazione ben individuati. Ricorsi generici o reiterativi sono facilmente dichiarati inammissibili.
- Per chi si trovi in una situazione analoga, è consigliabile fin da subito raccogliere e conservare documentazione probatoria idonea e temporizzata (bonifici, estratti conto, contratti di cessione, documenti bancari che provino origine dei fondi) e, in caso di sopravvenienza di nuovi elementi, valutare il rimedio processuale più adeguato (revisione del giudicato o istanza incidentale in sede di esecuzione) anziché riproporre argomentazioni già respinte.
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