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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14990/2022 del 19/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale della libertà di Foggia che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio emesso dal pubblico ministero il 30/09/2021. Il Tribunale aveva motivato l'annullamento ritenendo che il decreto non specificasse le condotte ascritte all'Ottaviani e quindi mancassero il fumus commissi delicti e le specifiche esigenze probatorie. Il procuratore ha dedotto che il riesame del sequestro richiede la verifica dell'astratta configurabilità del reato sulla base della congruità degli elementi rappresentati e che non è necessaria la completa formulazione di un capo di imputazione provvisorio; inoltre ha sostenuto che la motivazione del decreto descriveva adeguatamente la finalità probatoria e la pertinenzialità degli oggetti sequestrati rispetto alle ipotesi di reato (frodi carosello IVA, reati fiscali, impiego di denaro di provenienza illecita e associazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza del Tribunale della libertà e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Foggia per nuovo esame. La Corte ha rilevato che il Tribunale aveva erroneamente confuso il fumus commissi delicti con il fumus del concorso nel reato: in sede di riesame è sufficiente valutare la congruità degli elementi forniti dal pubblico ministero per verificare l'astratta configurabilità del reato e la pertinenzialità dei beni sequestrati; non è richiesta la specificazione della condotta attribuita al singolo indagato. Inoltre la Corte ha ritenuto adeguata e non apparente la motivazione del decreto di sequestro in ordine alla finalità probatoria perseguita.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen. (sequestro probatorio)

    Il sequestro probatorio deve individuare l'oggetto e la finalità probatoria; ai fini della legittimità è sufficiente la pertinenzialità dell'oggetto al reato indicato e la motivazione essenziale sulla finalità probatoria, senza che sia sempre necessario un capo di imputazione completo verso il singolo indagato

  • art. 369 cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di indicare la norma violata, il luogo e il tempo: la Corte ricorda che questi elementi, insieme agli atti della polizia giudiziaria, sono garanzia sufficiente per il riesame del sequestro

  • art. 365 cod. proc. pen.

    Richiamato perché collegato all'operatività degli strumenti di indagine e al quadro normativo della fase delle indagini; non esige la specificazione delle condotte come condizione di legittimità del sequestro probatorio

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Fondamento dell'impugnazione per cassazione dedotta dal pubblico ministero (violazione di legge nella motivazione e nella interpretazione dei presupposti per il riesame)

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Citato dalla parte resistente in ordine alle nullità; la Corte osserva che la mancata indicazione del capo di imputazione provvisorio non costituisce automaticamente una nullità ai sensi di questa disposizione

  • artt. 416 e 648-ter.1 cod. pen. e art. 110 cod. pen.

    Norme penali indicate come titoli di reato nell'ipotesi accusatoria (associazione per delinquere e reati fiscali/riciclaggio); la Corte afferma che la configurabilità astratta di tali reati può essere verificata in sede di riesame sulla base degli elementi rappresentati

  • d.lgs. n. 74 del 2000

    Norme tributarie richiamate a titolo di reato (delitti fiscali) rispetto alle quali la documentazione sequestrata è stata ritenuta pertinente

Massime di principio

  • In sede di riesame del sequestro probatorio il Tribunale deve verificare l'astratta configurabilità del reato sulla base della congruità degli elementi rappresentati dal pubblico ministero, senza entrare in un esame di merito dei fatti (nessun "processo nel processo").
  • Non è necessario che il decreto di sequestro contenga la completa formulazione di un capo di imputazione nei confronti del singolo indagato: è sufficiente il richiamo al titolo di reato e agli atti della polizia giudiziaria con indicazione essenziale di tempo, luogo e fatto.
  • La motivazione del decreto di sequestro deve comunque esplicitare, anche in forma concisa, la finalità probatoria e la relazione di pertinenzialità immediata tra i beni sequestrati e l'ipotesi di reato; formule sintetiche o standard sono ammesse se rendono chiaro il nesso probatorio.
  • Il Tribunale del riesame può escludere la sussistenza del fumus quando la prospettazione accusatoria risulti giuridicamente infondata, ma non può annullare il sequestro per il solo fatto che non siano specificate le condotte attribuite al singolo indagato.
  • Per chi redige un decreto di sequestro: indicare la norma violata, gli estremi essenziali di tempo/luogo/fatto, la natura degli oggetti/riscontri da acquisire e la finalità probatoria specifica aumenta la probabilità di sostegno in sede di riesame e impugnazione.

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