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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20738/2024 del 24/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la convalida dell'arresto in flagranza e la qualificazione dell'arresto come obbligatorio, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per mancata applicazione della circostanza attenuante prevista dall'art.62 n.4 cod. pen. (tenuità del danno) in relazione al furto di merce del valore complessivo di euro 99,00; lamentavano altresì omissione di valutazione dei presupposti richiesti dall'art.381 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il Tribunale di Roma avesse correttamente convalidato l'arresto come obbligatorio ai sensi dell'art.380, comma 2, lett. e) c.p.p., in relazione ai reati contestati (artt. 624, 625, nn.5 e 7 c.p.). La Corte ha condiviso la valutazione che l'attenuante di speciale tenuità ex art.62 n.4 c.p. non risultava configurabile, tenuto conto delle modalità del fatto (più persone coinvolte), del numero e della tipologia dei beni sottratti (capi di abbigliamento e un'ascia), del fatto che alcuni capi erano privi di cartellino ostacolando la valutazione del valore al momento dell'arresto, nonché del valore complessivo che, seppur modesto, non era irrilevante. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui il giudice della convalida opera con un giudizio ex ante basato sugli elementi noti alla PG al momento dell'intervento. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma che disciplina il reato di furto; la sua indicazione nel capo di imputazione ha contribuito alla configurabilità della flagranza e alla convalida dell'arresto.

  • art. 625 c.p., nn.5 e 7

    Aggravanti indicate (n.5 e n.7) che, in combinazione con il furto, hanno rafforzato la sussistenza dei presupposti per l'arresto obbligatorio in flagranza.

  • art. 62 n.4 c.p.

    Circostanza attenuante della speciale tenuità del danno: la Corte ha interpretato che la mera modicità del valore non è sufficiente; occorre un giudizio complessivo sul danno criminale, e tale attenuante non era ravvisabile nel caso concreto.

  • art. 380, comma 2, lett. e) c.p.p.

    Disposizione che prevede l'arresto in flagranza obbligatorio per determinati reati/condizioni; la Corte ha ritenuto applicabile la previsione al caso di furto con le aggravanti contestate.

  • art. 381 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione ai presupposti della convalida; la Corte ha osservato che il giudizio del giudice della convalida deve essere ex ante, sulla base degli elementi disponibili alla polizia giudiziaria al momento dell'arresto.

Massime di principio

  • La sola modicità del valore patrimoniale sottratto non determina automaticamente la configurazione dell'attenuante di speciale tenuità ex art.62 n.4 c.p.; il giudice deve valutare il "danno criminale" nella sua globalità (modalità, numero dei partecipanti, tipologia dei beni, condotte accessorie come la rimozione dei cartellini).
  • In caso di convalida dell'arresto in flagranza il giudice opera con un giudizio ex ante, fondato sugli elementi noti alla polizia giudiziaria al momento dell'intervento; fatti successivamente emergenti non rilevano per la convalida.
  • Il furto commesso da più persone e con circostanze aggravanti può rendere l'arresto obbligatorio ai sensi dell'art.380 c.p.p.; la qualificazione come arresto facoltativo richiede elementi chiari e completi che giustifichino l'attenuante, non solo il valore economico ridotto.
  • La rimozione di cartellini o altri accorgimenti che impediscano la valutazione immediata del valore dei beni possono influire negativamente sulla configurazione dell'attenuante e sulla valutazione della flagranza.
  • I ricorsi in Cassazione che non si confrontano puntualmente con la motivazione dell'ordinanza impugnata e con i principi già richiamati dalla giurisprudenza sono esposti al rischio di inammissibilità.

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