Cassazione Penale, Sentenza n. 20567/2024 del 24/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Cagliari che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di evasione IVA all'importazione (art. 70 DPR 633/72) nei confronti di Dmitry Kim e aveva disposto la restituzione di un'imbarcazione a motore sequestrata ritenendola insuscettibile di confisca obbligatoria. Il Procuratore Generale ha censurato la decisione sostenendo che, per il tipo di reato accertato, doveva operare la confisca obbligatoria prevista dal Titolo VII del DPR 23 gennaio 1973, n. 43 (art. 301), con conseguente obbligo di confisca del bene importato.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla parte relativa alla confisca, rinviando la questione ad un nuovo giudizio per valutare la sussistenza dei presupposti di legge per la confisca obbligatoria. La Corte ha precisato che il reato configurato è l'evasione dell'IVA all'importazione (art. 70 DPR 633/72) e che il richiamo in tale articolo alle sanzioni doganali va inteso come rinvio all'intero Titolo VII del testo unico doganale, con conseguente applicazione della confisca obbligatoria ex art. 301 DPR 43/1973. Il Tribunale aveva errato nel disporre la restituzione del bene ritenendolo insuscettibile di confisca.
Norme richiamate
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - art. 70
Configura il reato di evasione dell'IVA all'importazione e rinvia alle sanzioni previste dalle leggi doganali relative ai diritti di confine; la Corte interpreta tale rinvio come estensione all'intero Titolo VII del testo unico doganale, con possibile applicazione delle misure previste da quest'ultimo
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 - art. 301 (comma 1)
Prevede la confisca obbligatoria, nelle ipotesi indicate dal Titolo VII, di quanto importato; la Corte ritiene che, ove sussistano i presupposti, debba essere applicata la confisca obbligatoria per i beni importati oggetto di evasione IVA
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 - artt. 292, 293, 295
Articoli relativi al contrabbando doganale; la Corte osserva che, nella fattispecie concreta, non si configura il reato di contrabbando ma l'evasione IVA all'importazione, con conseguente diversa disciplina sanzionatoria e applicazione del richiamo al Titolo VII
Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 3, n. 404 del 25/09/2018 (Rv. 274568)
Precedente che conferma l'interpretazione secondo cui il richiamo contenuto nell'art. 70 DPR 633/72 deve essere inteso come rinvio all'intero Titolo VII del DPR 43/1973 e che la confisca obbligatoria può riguardare beni importati in caso di evasione IVA all'importazione
Massime di principio
- Nei casi di evasione dell'IVA all'importazione (art. 70 DPR 633/72) il richiamo alle sanzioni doganali va interpretato come rinvio al Titolo VII del testo unico doganale; ciò può comportare l'applicazione della confisca obbligatoria prevista dall'art. 301 DPR 43/1973.
- La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non esonera automaticamente dall'esame della sussistenza di misure reali come la confisca quando la legge prevede espressamente la confisca obbligatoria: il giudice deve valutare separatamente i presupposti per la confisca.
- È fondamentale distinguere tra reato di contrabbando (disciplinato dagli artt. 292, 293, 295 del DPR 43/1973) e reato di evasione IVA all'importazione: la qualificazione giuridica del fatto determina l'applicabilità delle misure cautelari e della confisca.
- Se il bene è risultato importato senza assolvimento dell'IVA e ricorrono i presupposti previsti dal Titolo VII del DPR 43/1973, l'autorità giudicante deve considerare l'obbligo di confisca anche in sede di decisione che risolve questioni processuali come la prescrizione.
- In presenza di dubbi sulla configurabilità della confisca obbligatoria, la pronuncia può essere annullata sul punto e rinviata per un nuovo esame specifico della sussistenza dei presupposti di legge per la confisca.
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