Cassazione Penale, Sentenza n. 00211/2026 del 05/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere applicata al ricorrente per il delitto ex art. 416-bis c.p., in relazione alla presunta appartenenza al sodalizio mafioso denominato Maphite e al concorso nel reato-fine di sfruttamento della prostituzione. La difesa ha denunciato violazione di legge e difetto di motivazione con riferimento alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per l'associazione mafiosa: ha sostenuto che le prove a carico (dichiarazioni della persona offesa, fotografie dal profilo Facebook, segnalazione di un collaboratore di giustizia, riferimenti generici alla partecipazione a feste rituali) sono generiche, non individualizzanti e insufficienti a dimostrare l'inserimento stabile del ricorrente nel sodalizio mafioso.
La decisione
Il ricorso e stato ritenuto fondato. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla valutazione sulla gravita del quadro indiziario relativo all'art. 416-bis c.p. e ha rinviato il capo al Tribunale per il riesame di Roma per un nuovo giudizio in ordine a quella contestazione, affinche vengano colmate le lacune motivazionali sull'effettivo ruolo e sulla stabile partecipazione del ricorrente al sodalizio. La Corte ha precisato che, pur sussistendo gravi indizi per il reato-fine di sfruttamento della prostituzione, gli elementi acquisiti non delineano con sufficiente precisione il contributo permanente e il patto vincolante tra il ricorrente e l'organizzazione, requisito necessario per la misura cautelare in relazione all'art. 416-bis.
Norme richiamate
Per integrare l'associazione di tipo mafioso e giustificare misure cautelari ecco necessario dimostrare l'inserimento stabile nell'organizzazione e un contributo effettivo e permanente. L'affiliazione rituale e altre manifestazioni esteriori sono indizi valutabili solo se il contesto dimostra la serieta e l'effettivita del vincolo.
art. 275, co. 3 cod. proc. pen.
Il Tribunale ha richiamato la presunzione di pericolosita prevista dalla norma ai fini cautelari, ma la Corte ha osservato che tale presunzione non esonera dall'obbligo di motivare specificamente l'inserimento stabile nel sodalizio.
art. 309, co. 7 cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per la competenza e le modalita del rinvio al Tribunale per il riesame competente a riformulare la valutazione cautelare.
Giurisprudenza - Sez. Unite, sent. n. 36958 del 27/05/2021 (Modaffari)
Conferma il principio secondo cui la partecipazione all'associazione mafiosa richiede l'inserimento stabile dell'agente nella struttura organizzativa e che l'affiliazione rituale puo costituire indizio grave solo se, alla luce degli elementi di contesto, denota un patto vincolante e una contribuzione permanente.
Giurisprudenza - Sez. 5, sent. n. 12753 del 17/01/2024 (Marino)
Stabilisce che la mera contiguita compiacente, la fascinazione o l'ostentazione non sono sufficienti a integrare la condotta di partecipazione all'organizzazione se non e dimostrato un contributo reale alla conservazione o al rafforzamento della consorteria.
Massime di principio
- Per la misura cautelare fondata su art. 416-bis e richiesta la prova, o almeno indizi gravemente specifici, dell'inserimento stabile dell'indagato nella struttura mafiosa e del suo contributo effettivo e durevole all'organizzazione.
- La partecipazione a una singola condotta delitto-fine non e di per se sufficiente a provare l'appartenenza mafiosa: occorre dimostrare sistematicita o un ruolo ricorrente nell'interesse del sodalizio.
- Dichiarazioni di persone offese e collaboratori di giustizia sono rilevanti ma devono essere specifiche e corredate da riscontri concreti e individualizzanti; valutazioni generiche e descrittive possono non bastare.
- Elementi esteriori come fotografie, partecipazione a riti o ostentazione dell'appartenenza sono indizi utili solo se inseriti in un quadro probatorio che dimostri la serieta e l'effettivita del vincolo associativo.
- La presunzione prevista dalla normativa cautelare non puo sostituire una motivazione adeguata circa il ruolo del singolo indagato nel sodalizio: la carenza motivazionale puo giustificare annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
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