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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27880/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che ha confermato la condanna per reati relativi agli stupefacenti, deducendo: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella valutazione della partecipazione all'associazione per delinquere, sostenendo che la corte avrebbe erroneamente desunto la partecipazione dalla sola collaborazione con il promotore/organizzatore Denis Bimi senza dimostrare un contributo concreto e attuale; 2) violazione di legge nell'attribuire a Roci il ruolo di intermediario nello smistamento della sostanza, contestando l'interpretazione delle conversazioni intercettate (riferimenti a 10 sim card e a tre chili di eroina) e rilevando l'assenza di osservazione diretta della cessione di droga, onde escludere sia i reati-fine sia la volontà di partecipare all'associazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che, pur escludendo la recidiva, le condanne irrogate dal Tribunale di L'Aquila per i reati indicati (DPR 9 ottobre 1990 n. 309, artt. 73 e 74) erano corrette: la Corte d'appello aveva ricostruito e motivato l'apporto effettivo e costante di Roci all'associazione e aveva adeguatamente interpretato le conversazioni intercettate, dalle quali emergeva la disponibilità di Roci a collaborare con gli affiliati per proseguire l'attività criminale in caso di arresto di Bimi. Per questi motivi la Cassazione ha ritenuto manifestamente infondati i motivi di ricorso, ha dichiarato l'inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa il 03/07/2025.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73 (capi O e P) e 74 (capo A)

    Le norme sono state applicate per qualificare i reati contestati: la Corte d'appello e la Cassazione hanno confermato la responsabilità per i reati previsti dagli articoli indicati, ritenendo provata la partecipazione all'associazione e le condotte di cui ai capi contestati.

  • Codice di procedura penale

    La norma è stata invocata per disporre la condanna al pagamento delle spese processuali a carico del ricorrente in caso di inammissibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • La partecipazione a un'associazione per delinquere può essere desunta da contributi ripetuti e coordinati anche in assenza di un unico atto manifesto: elementi indiziari e ricostruzioni logico-sistematiche, accompagnate da massime di esperienza, possono suffragare la sussistenza di un apporto effettivo e costante.
  • La qualifica di 'intermediario' o di altro ruolo operativo può emergere da conversazioni intercettate che mostrino compiti organizzativi, indicazioni a terzi e disponibilità a proseguire l'attività criminale: l'assenza di osservazione materiale di una singola cessione non esclude la responsabilità se il quadro indiziario complessivo è coerente.
  • I motivi di ricorso che si limitano a chiedere una diversa interpretazione delle stesse risultanze probatorie senza individuare errori formali o logici manifesti sono frequentemente dichiarati inammissibili o infondati dalla giurisprudenza di legittimità.
  • Nel processo penale, quando la corte motiva con riferimento a elementi concreti e a percorsi logici non manifestamente illogici, l'appellante deve fornire argomentazioni precise per invertire la valutazione; mere contestazioni generiche della ricostruzione sono insufficienti.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta normalmente l'addebito delle spese e talvolta il pagamento di somme a titolo di ammenda (o alla Cassa delle ammende) secondo le previsioni procedurali applicabili.

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