Cassazione Civile, Sentenza n. 7060/2024 del 15/03/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla proprietà e sull'occupazione di locali (laboratorio di falegnameria) in Comune di Chienes (BZ). Il Radmüller sosteneva di aver acquisito la proprietà per usucapione in virtù del possesso protratto da decenni; il Weissteiner chiedeva il rilascio dei locali e il risarcimento, denunciando l'occupazione senza titolo. La causa ha avuto articolata vicenda processuale: sentenza di primo grado (Tribunale di Bolzano) che condannava Radmüller al rilascio e al risarcimento; appello che in un primo tempo aveva riconosciuto l'usucapione a favore di Radmüller; cassazione parziale con rinvio per vizio di motivazione; nuovo esame in appello che, alla riassunzione, ha ritenuto prevalente la tesi del Weissteiner e ha disposto la restituzione dei locali. In cassazione il ricorrente ha denunciato, tra l'altro, decisione ultra petita per aver qualificato il rapporto come comodato senza domanda e violazioni relative all'accertamento della "interversione" della detenzione in possesso idonea all'usucapione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Radmüller. Ha ritenuto insubstantive le doglianze: il giudice di merito, alla luce delle prove e delle dichiarazioni rese, ha correttamente escluso che la relazione col bene fosse pacificamente possessoria ai fini dell'usucapione, avendo il ricorrente ottenuto la disponibilità dei locali con il consenso dei proprietari e senza provare atti esterni idonei a mutare la detenzione in possesso (interversio possessionis). La menzione, anche "incidenter tantum", di un rapporto di comodato non è stata considerata decisione ultra petita né lesiva del diritto di difesa. Rigettato quindi il ricorso, il Radmüller è stato condannato al rimborso delle spese del controricorrente, liquidate in euro 3.500,00 per compensi, più spese forfettarie 15%, esborsi euro 200,00 e accessori di legge; precisata l'applicabilità delle disposizioni sul contributo unificato ai sensi dell'art.13 D.P.R. n.115/02.
Norme richiamate
La presunzione di possesso utile ad usucapione non opera quando la disponibilità del bene deriva da un atto del proprietario che crea mera detenzione (contratto ad effetti obbligatori) e non la trasmissione del possesso; occorre prova dell'interversio possessionis.
Regola sull'onere della prova: grava sul soggetto che deduce un fatto costitutivo o modificativo del diritto. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia adempiuto all'onere di provare la interversione della detenzione in possesso.
art. 99 c.p.c. (richiamato dal ricorrente, censura riferita anche all'art.112 c.p.c.)
La censura di decisione ultra petita viene valutata: la qualificazione incidenter tantum della natura del rapporto (es. comodato) rientra nella ricostruzione motivazionale e non costituisce statuizione extraspetta quando non decide oltre la domanda né apporta nuove statuizioni.
Norma sul contratto di comodato. La Corte ha ritenuto che, se la disponibilità deriva da un contratto obbligatorio (comodato o analogo), la mera consegna non trasferisce il possesso "uti dominus" necessario per l'usucapione senza atti esterni di interversione.
artt. 1158, 1164 cod. civ. (richiamati dal ricorrente in relazione all'usucapione)
Norme richiamate nella discussione sulla disciplina dell'usucapione e sui relativi presupposti temporali e modalità: il Collegio ha richiamato il principio generale che l'usucapione richiede possesso qualificato e non mera detenzione riconosciuta dal proprietario.
Limiti del sindacato in Cassazione: la Corte non può sostituirsi al giudice di merito per un nuovo esame probatorio; i vizi denunciati devono essere di diritto e dimostrati nella sentenza impugnata.
art. 366 cod. proc. civ. (onere di specificità dei motivi)
Imposizione di specificità nella denuncia dei vizi di diritto in cassazione: il ricorrente deve indicare norme precise e il contrasto con la motivazione impugnata; omissione di tale specificità può portare all'inammissibilità delle censure.
Norma sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'applicazione, ove dovuto, del contributo aggiuntivo previsto per il ricorso principale nelle forme e misure stabilite.
Massime di principio
- Per acquisire la proprietà per usucapione occorre possesso "uti dominus": non basta la mera detenzione riconosciuta dal proprietario; è necessario provare l'interversio possessionis con atti esterni percepibili dal proprietario.
- Quando la disponibilità del bene deriva da un atto o comportamento del proprietario (comodato, concessione gratuita, accordo transattivo), opera la presunzione di detenzione e non la presunzione di possesso utile all'usucapione (art.1141 c.c. non applicabile automaticamente).
- In sede di legittimità la Corte non effettua un nuovo esame del merito probatorio: le censure devono riguardare errori di diritto chiaramente identificabili e dimostrabili nella motivazione della sentenza impugnata.
- La qualificazione incidenter tantum di un rapporto (es. indicazione ipotetica di comodato) rientra nella funzione argomentativa del giudice e non costituisce di per sé decisione ultra petita se non si adottano statuizioni nuove o diverse rispetto alle domande.
- Spetta alla parte che invoca l'usucapione l'onere di specificare e provare i fatti che mostrano l'esercizio del possesso con animus possidendi; dichiarazioni generiche o relazioni familiari che giustifichino la concessione gratuita non sono di per sé sufficienti.
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