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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08050/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di detenzione di stupefacenti. Dai motivi riportati nell'ordinanza emerge che i primi due mezzi di impugnazione contestavano, in sostanza, la ricostruzione della destinazione a spaccio della sostanza rinvenuta, ma la Corte di cassazione li ha ritenuti meramente reiterativi di questioni già affrontate e decise in appello. Il terzo motivo riguardava il trattamento sanzionatorio, con doglianza sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e sulla determinazione della pena; anche tale censura è stata reputata generica, osservandosi che le attenuanti generiche non costituiscono un diritto dell'imputato e che la pena, collocata sotto i valori medi, non richiedeva specifica motivazione aggiuntiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi inammissibili perché ripetitivi di questioni già esaminate e risolte con motivazione completa e non illogica dalla sentenza impugnata, la quale aveva desunto la finalità di spaccio da plurime circostanze fattuali: quantità e qualità della sostanza sequestrata, presenza di un bilancino di precisione e denaro suddiviso in banconote di piccolo taglio, occultato in un pacco di merendine. Il motivo sul trattamento sanzionatorio è stato ritenuto generico, poiché il diniego delle attenuanti generiche era stato motivato dall'assenza di elementi positivi di supporto e la pena risultava inferiore ai medi edittali. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso seguono la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La fattispecie sostanziale è quella della detenzione di stupefacenti con finalità di spaccio, desunta da indici fattuali sintomatici della destinazione alla cessione.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riproporre questioni già esaminate e motivatamente disattese dal giudice di merito, senza confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • La finalità di spaccio può essere desunta da plurimi indici sintomatici, quali la quantità e qualità della sostanza, la presenza di strumenti per il confezionamento o la pesatura e la disponibilità di denaro frazionato in piccoli tagli.
  • Le censure sul trattamento sanzionatorio sono generiche quando non indicano specifici elementi idonei a fondare le attenuanti generiche; tali attenuanti non spettano a titolo di diritto e la pena collocata sotto i valori medi richiede una motivazione non particolarmente analitica.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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