Cassazione Penale, Sentenza n. 20670/2022 del 27/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per tentata rapina aggravata. Le censure principali erano: mancata valutazione globale delle prove alla luce della presunzione di innocenza (contestando la ricostruzione che avrebbe individuato in modo univoco l\'obiettivo criminoso); qualificazione della condotta come tentativo e non come meri atti preparatori; mancato riconoscimento della desistenza volontaria (sostenevano di essersi allontanati spontaneamente e non per la presenza dei carabinieri); infondatezza delle aggravanti contestate (riunione di più persone, uso di arma per il taglierino e travisamento per i passamontagna), e la non automaticità del riconoscimento dell\'aggravante da mero possesso del taglierino.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che le censure fossero sostanzialmente di natura fattuale e pertanto inammissibili in sede di legittimità, essendo vietata la riesamina del compendio probatorio. Ha confermato la correttezza della valutazione dei giudici di merito: i ripetuti passaggi avanti e indietro davanti al supermercato, il posizionamento \\"a ridosso della porta\\", il tentativo di indossare passamontagna e guanti, lo scarto di passamontagna e taglierino alla vista dei carabinieri e il rinvenimento degli stessi oggetti in sede di perquisizione consentivano di ritenere iniziata l\'attuazione del piano criminoso (tentativo). Ha escluso la desistenza volontaria perché l\'interruzione dell\'azione è avvenuta per l\'intervento esterno dei carabinieri e non per una libera scelta degli imputati. Ha ritenuto sussistenti le aggravanti: la compresenza di più persone nel luogo, il possesso del taglierino come elemento idoneo ad integrare l\'aggravante dell\'uso dell\'arma e il passamontagna come travisamento idoneo a rendere difficile il riconoscimento. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell\'art. 616 c.p.p., al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
Riferita alla desistenza volontaria: la Corte osserva che la desistenza è applicabile solo nella fase del tentativo incompiuto quando la rinuncia sia determinata da volontà dell\'agente; se l\'azione è arrestata da cause esterne (es. intervento delle forze dell\'ordine) la desistenza non è riconoscibile.
art. 628 cod. pen. (n.1 lett. a) comma 3) - rapina aggravata
L\'aggravante della riunione di più persone richiede la compresenza di almeno due persone nel luogo e al momento della realizzazione della violenza/minaccia; il possesso di un taglierino può integrare l\'aggravante dell\'uso dell\'arma anche quale mero possesso quando, nel contesto, la natura e la destinazione dell\'oggetto rendono verosimile l\'uso minaccioso; il passamontagna integra il travisamento se idoneo a rendere difficile il riconoscimento.
Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso e per la comminazione di una somma a favore della Cassa delle ammende qualora sussistano profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti: le censure che chiedono rivalutazione del compendio probatorio sono di regola inammissibili.
- Il tentativo di rapina può essere configurato anche da atti preparatori che, nel loro insieme e nel contesto, rivelino una direzione univoca verso la realizzazione del delitto (più passaggi mirati, travisamento, guanti, possesso di arma/strumento idoneo).
- La desistenza volontaria è riconoscibile solo se la rinuncia deriva da una libera scelta dell\'autore; se l\'azione si arresta per l\'intervento di terzi (es. forze dell\'ordine) la desistenza non opera e il fatto resta tentato.
- Il mero possesso di un utensile potenzialmente offensivo (es. taglierino) può integrare l\'aggravante dell\'uso di arma nel contesto di una rapina, quando la finalità minacciosa risulti logica secondo le regole di comune esperienza.
- La circostanza aggravante della pluralità di persone si valuta sulla compresenza oggettiva nel luogo e nel momento dell\'azione criminosa, non sulla percezione che la vittima ne abbia avuto.
- Proporre ricorsi in Cassazione basati esclusivamente su rivalutazioni fattuali può comportare non solo l\'inammissibilità ma anche sanzioni economiche verso il ricorrente (spese e ammenda).
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