Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19717/2025 del 27/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore aveva impugnato l'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva rigettato l'appello avverso il provvedimento del GIP che non aveva accolto la richiesta di sequestro preventivo 'impeditivo' nei confronti della società. I fatti riguardano l'uso indebito di carburante agricolo a aliquota agevolata (art. 40, comma 1, lett. c) e 45 d.lgs. n. 504/1995) e plurimi reati di corruzione contestati ai soci (Damato Maurizio e Damato Michele) in concorso con pubblici ufficiali. Il Procuratore ha sostenuto, tra l'altro, che sussistesse pericolo di reiterazione nonostante le misure personali, per l'influenza occulta degli amministratori (la figlia dell'accomandatario aveva continuato l'attività durante gli arresti domiciliari), e che il sequestro impeditivo fosse ammissibile e autonomo rispetto alle misure interdittive; inoltre ha contestato la rilevanza della presunta 'alterità soggettiva' della società rispetto ai soci, sostenendo la scarsa autonomia della s.a.s.

La decisione

Il ricorso del Procuratore è stato dichiarato infondato. La Corte ha ritenuto che il Procuratore non avesse chiarito quale fosse l'imputazione provvisoria nei confronti dell'ente e quindi non avesse dimostrato il fumus commissi delicti dell'ente. Sul piano giuridico la Corte ha concluso che il sequestro preventivo 'impeditivo' di cui all'art. 321, comma 1, c.p.p. non è applicabile agli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, perché l'art. 53 del d.lgs. 231/2001 consente il sequestro solo in funzione di confisca del prezzo o del profitto del reato (art. 19 del d.lgs. 231/2001) e richiama determinate disposizioni procedurali ma non l'art. 321, comma 1, c.p.p.; inoltre la disciplina e la ratio legislativa (e la Relazione ministeriale al d.lgs. 231/2001) escludono il ricorso al sequestro impeditivo per gli enti, evitando una sovrapposizione sistematica con le misure interdittive. Di conseguenza il provvedimento impugnato è stato confermato e il ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen., comma 1

    Disciplina il sequestro preventivo 'impeditivo' applicabile nel processo penale verso le persone fisiche; la Corte rileva che tale norma non è richiamata dall'art. 53 d.lgs. 231/2001 e, secondo la sentenza, non è applicabile agli enti collettivi ai sensi del d.lgs. 231/2001

  • d.lgs. n. 231/2001, art. 53

    Consente il sequestro preventivo in funzione di confisca nei confronti degli enti ma limitandolo al prezzo o al profitto del reato o, se ciò non è possibile, a somme/equivalenti; richiama alcune disposizioni procedurali ma non l'art. 321, comma 1, c.p.p., il che viene interpretato come esclusione del sequestro 'impeditivo' contro gli enti

  • d.lgs. n. 231/2001, art. 19

    Individua l'oggetto della confisca per gli enti (prezzo o profitto del reato) e perciò vincola l'ambito dei sequestri disposti in funzione di confisca ai sensi dell'art. 53

  • d.lgs. n. 504/1995, art. 40, comma 1, lett. c) e art. 45; art. 44

    Art. 40/45: il fatto contestato ai soci riguarda l'indebita destinazione di carburante agricolo ad uso privato/merce ceduta per uso diverso dall'agricolo. Art. 44 è richiamato per la nozione di confisca di prodotti, materie prime e mezzi utilizzati per le violazioni, non prevedendo la confisca dell'azienda in senso ampio

  • Sez. 2, n. 34293 del 10/07/2018 (Sunflower), Rv. 273514

    Giurisprudenza precedente che aveva ritenuto ammissibile il sequestro 'impeditivo' ai sensi dell'art. 321 comma 1 anche nei confronti degli enti, sostenendo la diversità funzionale tra sequestro e misure interdittive; la Corte in esame segnala tale pronuncia ma non condivide la sua impostazione

  • Relazione ministeriale al d.lgs. n. 231/2001, §17

    Elemento esplicativo della volontà del legislatore del 2001: la Relazione segnala che il sequestro preventivo in senso proprio (art. 321, comma 1 c.p.p.) non è applicabile agli enti e che il legislatore ha disciplinato il sequestro in funzione di confisca in modo autonomo

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo 'impeditivo' ex art. 321, comma 1, c.p.p. non può essere considerato automatico o agevolmente estendibile alle persone giuridiche disciplinate dal d.lgs. n. 231/2001: per gli enti il legislatore ha previsto un regime limitato al sequestro in funzione di confisca del prezzo o del profitto del reato (art. 53 e art. 19 d.lgs. 231/2001).
  • Prima di chiedere misure cautelari patrimoniali nei confronti di un ente, il pubblico ministero deve chiarire espressamente le imputazioni provvisorie rispetto all'ente (fumus commissi delicti dell'ente) e indicare con precisione l'oggetto del sequestro richiesto (quali beni e su quale titolo), per evitare che la domanda venga ritenuta generica o inammissibile.
  • Se l'obiettivo è impedire la continuazione dell'attività illecita dell'ente, l'azione più consona nel sistema 231 è l'interdizione dall'attività o altre misure interdittive previste dalla normativa, non il sequestro impeditivo tout court; ove si ritenga necessario aggredire specifici beni, la richiesta deve essere formulata nei limiti del sequestro in funzione di confisca del prezzo/profitto.
  • La sussistenza del pericolo di reiterazione va dimostrata tenendo conto dell'effettiva capacità dell'ente di disporre dei beni o di influenzare l'attività nonostante misure personali sui soci/amministratori; in una s.a.s. la scarsa autonomia soggettiva può rendere necessaria una specifica dimostrazione dell'impatto pratico degli ordini occulti o della continuità gestionale.
  • È opportuno valutare la giurisprudenza prevalente e eventuali contrastanti (es. pronunce che ammettono il sequestro impeditivo per enti) e costruire le richieste cautelari in modo coerente con il quadro normativo e la ratio legislativa espressa nella Relazione ministeriale al d.lgs. 231/2001.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.