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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11320/2023 del 02/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La controversia trae origine da domande di pagamento avanzate in favore di Paolo Chiaraluce, quale erede di Celestino De Maria, contro la banca per il rimborso di un certificato di deposito al portatore, il pagamento di una polizza Unit Linked e il rimborso di importi risultanti da assegni incassati dopo il decesso. In cassazione il ricorrente principale denunciava vizi di motivazione della Corte d'appello; la banca proponeva ricorso incidentale (soprattutto sul primo motivo) sostenendo l'erronea determinazione della competenza territoriale da parte della Corte d'appello, che aveva ritenuto competente il Tribunale di Ancona (Senigallia) mentre secondo la banca il foro competente era il Tribunale di Bologna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso incidentale della Cassa di Risparmio in Bologna, ritenendolo fondato: ha rilevato che, ai fini del forum destinatae solutionis per obbligazioni pecuniarie liquide ed esigibili, rileva il domicilio del creditore al momento della scadenza (art. 1182 c.c.), e dalle risultanze processuali risultava il domicilio/residenza del de cuius a Bologna. Pertanto la sentenza della Corte d'appello è stata cassata; la Corte ha dichiarato la competenza in primo grado del Tribunale di Bologna e ha disposto che la parte interessata proceda alla riassunzione del giudizio ai sensi dell'art. 50 c.p.c. Per la reciproca soccombenza su varie questioni, ha compensato le spese di tutti i gradi del giudizio (art. 395, comma 2 c.p.c.). I motivi residui sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 1182 c.c.

    Per le obbligazioni di pagamento di somma di denaro liquide ed esigibili il forum destinatae solutionis si identifica con il domicilio del creditore al tempo della scadenza; la liquidità richiede che l'ammontare risulti dal titolo o da criteri determinativi non discrezionali.

  • art. 20 c.p.c.

    Norma sulla competenza territoriale per materia/contratti; combinata con l'art.1182 c.c. determina il foro competente in ragione del luogo di adempimento.

  • art. 19 c.p.c.

    Richiamata in relazione al foro generale della persona giuridica (sede legale) quale criterio di competenza territoriale.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Richiamata dal ricorrente principale in relazione alla presunta motivazione apparente della Corte d'appello; la Cassazione ha tuttavia ritenuto irrilevante la censura dopo aver deciso per incompetenza territoriale.

  • art. 382, comma 2, c.p.c.

    La Corte di legittimità, cassando una sentenza d'appello resa da giudice privo di competenza per territorio, indica il giudice competente in primo grado (qui: Tribunale di Bologna).

  • art. 50 c.p.c.

    Disposizione che impone alla parte interessata la riassunzione del giudizio dinanzi al giudice indicato dalla Corte di Cassazione.

  • art. 395, comma 2, c.p.c.

    Principio secondo cui, in caso di soccombenza reciproca sulle varie questioni, le spese processuali possono essere compensate tra le parti; applicato dalla Corte.

  • art. 2729 c.c.; artt. 112, 115, 116, 183, 189 c.p.c.

    Norme processuali e probatorie richiamate nei motivi incidentali relativi alla valutazione della prova documentale, ammissibilità di domande introdotte nelle precisazioni delle conclusioni e omissione di prova, ma non decise in dettaglio perché assorbite dalla decisione sulla competenza.

Massime di principio

  • Per determinare la competenza territoriale in controversie su obbligazioni di denaro liquide ed esigibili prevale il domicilio del creditore al momento della scadenza (forum destinatae solutionis ai sensi dell'art. 1182 c.c.).
  • La morte del titolare del rapporto non trasferisce automaticamente il parametro territoriale sul domicilio dell'erede: conta il domicilio/residenza dell'originario creditore al momento della scadenza per le obbligazioni già mature.
  • Una clausola di foro concordata dalle parti non assume natura esclusiva se non è dichiarata in modo espresso e inequivocabile.
  • Se sia il giudice di primo grado sia quello d'appello hanno erroneamente ritenuto di essere competenti, la Cassazione può cassare la decisione e indicare il giudice competente in primo grado, lasciando alla parte la riassunzione del giudizio (art. 382 e art. 50 c.p.c.).
  • Le doglianze processuali sulla motivazione o sulla valutazione della prova possono rimanere assorbite dalla decisione sulla incompetenza: la soluzione sulla competenza può decidere il destino del processo senza entrare nel merito delle altre censure.
  • Domande presentate tardivamente (es. solo in precisazione delle conclusioni) possono essere ammesse se non sono nuove ma solo una rideterminazione/quantificazione di domande già in atto; altrimenti sono inammissibili.
  • In caso di soccombenza reciproca su più profili, è possibile la compensazione delle spese tra le parti.

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