Cassazione Penale, Sentenza n. 51588/2023 del 29/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione contro la conferma della condanna per furto di energia elettrica (allaccio abusivo): 1) inutilizzabilità del verbale e della verifica tecnica ENEL perché eseguiti senza garanzie difensive, senza avviso di farsi assistere da difensore e con accesso non autorizzato; 2) inesistenza dell'aggravante della violenza sulle cose e mancata querela, posto che il contatore non sarebbe stato danneggiato ma vi sarebbe stato solo il distacco di un filo; 3) insufficiente prova soggettiva e oggettiva della responsabilità dell'imputato (nessuna prova che Cortese abbia eseguito o consapevolmente usato la manomissione o che ne fosse il beneficiario); 4) vizio nella determinazione della pena: contesta la recidiva, l'aggravante e chiede il riconoscimento delle attenuanti generiche e la pena al minimo edittale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero reiterative di motivi di merito già esaminati con motivazione conforme in sede di appello. Ha ritenuto utilizzabile la prova tecnica perché gli spezzoni di cavo sono stati sequestrati dai Carabinieri su richiesta della polizia giudiziaria al momento dell'accertamento ENEL; ha confermato la corretta ricostruzione del giudice di merito circa l'allaccio mediante morsettiera e la riconducibilità del furto a chi occupava ed era residente nell'appartamento, richiamando consolidata giurisprudenza sulla ascrivibilità anche a chi si limita a fruire dell'allaccio creato da altri e sulla configurabilità della violenza sulle cose anche senza danno ripristinabile. Sul piano sanzionatorio ha ritenuto non censurabile la valutazione discrezionale del giudice di merito (pena al minimo edittale con equivalenza di aggravanti e attenuanti). Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 191 cod. proc. pen. (citato come art. 191 del codice di rito)
Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate.
La norma è richiamata dal ricorrente per sostenere l'inutilizzabilità dell'accertamento ENEL; la Corte ha però ritenuto che la prova fosse stata acquisita correttamente anche mediante sequestro effettuato dai Carabinieri su richiesta della polizia giudiziaria, e dunque utilizzabile.
art. 606, comma 1, lett. B), C), E) cod. proc. pen.
Norme richiamate come basi di nullità della sentenza per violazione di norme, mancanza, illogicità e contraddittorietà della motivazione e travisamento dei fatti; la Corte le esamina e dichiara i motivi ripetitivi e infondati.
artt. 581 e 591 cod. proc. pen.
Richiamati per i requisiti di specificità e di contenuto del ricorso per cassazione: il ricorso deve contenere motivi che indicano specificamente ragioni di diritto ed elementi di fatto; la mera ripetizione di censure già esaminate in sede di merito determina l'inammissibilità.
Norma sui criteri di determinazione della pena; la Corte ricorda che la valutazione discrezionale del giudice di merito in materia di pena è insindacabile salvo motivazioni particolarmente carenti o illogiche.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Riferimento alla modifica normativa che ha mutato il regime di procedibilità del reato di furto aggravato; la Corte osserva che la sopravvenienza non incide sull'inammissibilità del ricorso.
Sentenza Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186
Citata in relazione alla condanna alla Cassa delle ammende: la Corte ha valutato che non sussistono elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, pur disponendo il pagamento di una somma equa.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 5 n.24592/2021, Sez.5 n.32025/2014, Sez.5 n.5266/2013 e altre)
Riferimenti: Bellafiore (Rv.281440), Rizzuto (Rv.261745), Vivona (Rv.258725) ecc.
Richiamati per affermare che: a) il reato può essere ascritto anche a chi si limita a beneficiare dell'allaccio eseguito da altri; b) la violenza sulle cose può configurarsi anche quando sia necessaria un'attività di ripristino per riportare la cosa alla sua originaria funzione.
Sez. U. n.40150 del 21/06/2018 (Salatino)
Richiamata per l'affermazione che la sopravvenienza di una nuova causa di procedibilità non prevale sull'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- La Cassazione è inammissibile se il ricorso si limita a riproporre censure già esaminate e motivate dal giudice di merito senza fornire una critica argomentata e specifica: il ricorso deve indicare puntualmente ragioni di diritto e fatti su cui si fonda il dissenso.
- Le verifiche tecniche eseguite da tecnici di fornitori di energia (ENEL/E-Distribuzione) possono essere acquisite e utilizzate se l'attività è stata integrata con atti formali della polizia giudiziaria (sequestro, verbalizzazioni su richiesta della P.G.), evitando la qualificazione automatica di inutilizzabilità per vizi procedurali.
- La configurabilità dell'aggravante della "violenza sulle cose" non richiede necessariamente la distruzione del bene: rileva la modifica funzionale/necessità di ripristino della cosa per la sua originaria funzione.
- La responsabilità per furto di energia può essere attribuita anche a chi non ha materialmente eseguito la manomissione ma ne ha comunque tratto beneficio o è risultato unico occupante/utente del punto di prelievo, purché vi siano elementi probatori che colleghino la condotta e la fruizione.
- La determinazione della pena è discrizionaria per il giudice di merito: la Corte di legittimità sindaca la congruità e la motivazione solo in presenza di eccessiva vicinanza al massimo edittale o di motivazione nulla o illogica.
- Le modifiche legislative sopravvenute rispetto al giudizio di legittimità (es. cambiamenti sulla procedibilità) non sanano automaticamente l'inammissibilità di un ricorso per cassazione già privo dei requisiti formali e sostanziali richiesti.
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