Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45488/2022 del 30/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo sulla competenza territoriale relativo a una richiesta di sequestro preventivo collegata a reati fiscali: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) e emissione di fatture per operazioni inesistenti aggravata ex art. 416-bis c.p. Il nodo era se la "vis attractiva" prevista per i reati elencati nell'art. 51, comma 3-bis c.p.p. (che assegna la competenza al pubblico ministero del capoluogo distrettuale) e la connessione teleologica ex art. 12 lett. c) c.p.p. avessero fatto radicare la competenza al G.I.P. di Bologna sin dalla fase delle indagini preliminari, nonostante la scelta del Procuratore distrettuale di separare posizioni e trasferire parte degli atti alla Procura territoriale di Reggio Emilia; il G.I.P. di Bologna, inoltre, sosteneva che la separazione successiva e il sopraggiungere di fasi diverse rispetto alle indagini potevano impedire l'operatività della deroga attrattiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna. Ha ritenuto che, essendo la notizia di reato originaria iscritta presso la Procura distrettuale di Bologna e sussistendo un rapporto di connessione teleologica tra i reati, la "vis attractiva" prevista per i reati indicati dall'art. 51, comma 3-bis c.p.p. ha fatto sorgere e mantenuto la competenza del G.I.P. di Bologna (principio della perpetuatio iurisdictionis). Pertanto la successiva separazione disposta dal Procuratore e il trasferimento di parti del procedimento alla Procura territoriale di Reggio Emilia non hanno intaccato la competenza originariamente radicata per i reati connessi; sono state richiamate e applicate le pronunce delle Sezioni Unite (es. n. 53390/2017 e n. 48590/2019) a sostegno di tale interpretazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 2

    Reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti: contestato nel procedimento e considerato connesso teleologicamente ai reati di emissione di fatture inesistenti

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 8

    Reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti; nel caso aggravato ex art. 416-bis, rientra nell'elenco che esercita la "vis attractiva" ai fini della competenza distrettuale

  • codice penale - art. 416-bis

    Aggravante per metodo mafioso; quando applicata a reati elencati determina l'attrazione della competenza al pubblico ministero distrettuale (art. 51, comma 3-bis c.p.p.) se la notizia di reato è stata iscritta presso quel ufficio

  • codice di procedura penale - art. 51, comma 3-bis

    Attribuisce a taluni reati la competenza all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo distrettuale, creando una deroga alla regola ordinaria della competenza per territorio e una "vis attractiva" sui reati connessi

  • codice di procedura penale - art. 12, lett. c)

    Definisce la connessione teleologica tra reati; qui utilizzata per ritenere connessi i reati di emissione di fatture inesistenti e di dichiarazione fraudolenta con le stesse fatture, giustificando lo spostamento di competenza

  • codice di procedura penale - art. 328, comma 1-bis

    Richiamato in giurisprudenza per affermare la competenza del GIP distrettuale anche quando l'ordinanza di misura concerne reati privi dell'aggravante, purché tale aggravante risultasse nella notizia di reato originaria

  • codice di procedura penale - art. 335

    L'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all'art. 335 è elemento fondante per la radicazione della competenza distrettuale e per la deroga alle regole ordinarie di competenza

  • giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. n. 53390/2017, n. 48590/2019, n. 27343/2013)

    Confermano che la connessione e la "vis attractiva" radicano la competenza distrettuale sin dalla fase delle indagini preliminari e che la separazione disposta dal P.M. non può alterare la competenza già costituita; precisano inoltre i requisiti per l'accertamento della finalizzazione teleologica (Taricco)

Massime di principio

  • Se un reato rientra nell'elenco dell'art. 51, comma 3-bis c.p.p., e la notizia di reato è stata iscritta presso la Procura distrettuale, la "vis attractiva" può attrarre anche reati connessi e radicare la competenza nel capoluogo del distretto sin dalla fase delle indagini preliminari
  • La connessione teleologica ex art. 12 lett. c) c.p.p. richiede che l'autore del "reato mezzo" abbia avuto presente l'uso o la finalizzazione della sua condotta al reato "fine"; se questo requisito sussiste, la competenza può essere spostata per territorio
  • La separazione successiva disposta dal pubblico ministero e il trasferimento di parti del procedimento a procure territoriali non modificano la competenza già stabilita dalla iscrizione originaria: opera il principio della perpetuatio iurisdictionis
  • La valutazione sulla competenza operata dal pubblico ministero non è definitiva quando la legge prevede deroghe attrattive; il giudice delle indagini preliminari può esercitare controllo e dichiarare la propria competenza se sussistono i presupposti normativi
  • In presenza di conflitto negativo tra giudici che rifiutano la cognizione, la soluzione consiste nella declaratoria di competenza del giudice indicato dalla giurisprudenza di legittimità (qui: il G.I.P. del capoluogo distrettuale) quando ricorrono le condizioni di connessione e vis attractiva

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.