Sentenza del 19/11/2019 n. 29975 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva ritenuto l'immobile un'abitazione di lusso ai sensi del D.M. 2 agosto 1969, art. 1, e aveva revocato le agevolazioni prima casa, recuperando le imposte di registro, ipotecaria e catastale secondo le aliquote ordinarie. I contribuenti sostenevano che l'immobile, essendo una porzione di edificio bifamiliare o villetta a schiera, non avesse caratteristiche di lusso; contestavano inoltre l'interpretazione dell'art. 15 delle N.T.A. del Comune di Livorno, l'utilizzo della perizia dell'Agenzia del Territorio e il fatto che fosse stata considerata la disciplina urbanistica vigente al momento della compravendita anziché quella vigente al momento della costruzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, ai fini della qualificazione come abitazione di lusso, è sufficiente che l'immobile sia situato in un'area che lo strumento urbanistico destina a ville o ville con giardino, senza necessità di verificare le caratteristiche intrinseche dell'edificio o la sua classificazione catastale. L'art. 15 delle N.T.A. di Livorno ricomprendeva espressamente anche gli edifici bifamiliari. La Corte ha inoltre affermato che il momento rilevante è quello dell'acquisto, non quello della costruzione, poiché i requisiti per l'agevolazione devono essere valutati con riferimento all'atto di compravendita. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento di 3.000 euro di spese processuali in favore dell'Agenzia delle Entrate, oltre accessori, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.M. 2 agosto 1969, art. 1
Sono abitazioni di lusso le abitazioni realizzate su aree destinate dagli strumenti urbanistici, adottati od approvati, a ville, parco privato ovvero a costruzioni qualificate dai predetti strumenti come di lusso.
La destinazione urbanistica dell'area a ville o ville con giardino è sufficiente, di per sé, a qualificare l'immobile come abitazione di lusso. Non è necessario accertare ulteriori caratteristiche costruttive o intrinseche dell'edificio.
Art. 15 delle N.T.A. del Comune di Livorno
Aree a ville con giardino: aree caratterizzate dalla presenza di edifici mono-bifamiliari circondati da verde privato pertinenziale.
La disposizione urbanistica include espressamente gli edifici bifamiliari tra quelli situati nelle aree a ville con giardino; tale collocazione integra il requisito previsto dal D.M. 2 agosto 1969, art. 1.
Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.
In sede di legittimità la violazione di legge riguarda l'errata interpretazione della norma, mentre la diversa valutazione dei fatti e delle prove, salvo specifici vizi motivazionali, non può essere riesaminata dalla Corte di cassazione.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente è tenuto, quando ne ricorrono i presupposti, a versare un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per il ricorso.
Massime di principio
- Per le agevolazioni prima casa, la qualificazione di un immobile come abitazione di lusso può dipendere dalla destinazione urbanistica dell'area e non soltanto dalle dimensioni, dalle finiture o dalle caratteristiche interne dell'immobile.
- Se lo strumento urbanistico destina l'area a ville, ville con giardino o categorie equivalenti, tale destinazione può essere sufficiente a escludere l'agevolazione prima casa, anche quando l'immobile è una porzione di edificio bifamiliare o una villetta a schiera.
- Il requisito deve essere valutato con riferimento alla situazione normativa e urbanistica esistente al momento dell'acquisto, perché è l'atto di compravendita il momento in cui nasce il diritto all'agevolazione.
- La classificazione catastale e le caratteristiche concrete dell'abitazione possono risultare non decisive quando la legge attribuisce rilievo autonomo alla destinazione urbanistica dell'area.
- In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione delle prove o dei fatti già accertati dai giudici di merito; occorre dimostrare un'effettiva violazione o falsa applicazione della legge.
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