Cassazione Penale, Sentenza n. 20180/2022 del 24/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello per varie ragioni: Minzoturo deduce vizio della motivazione e critica la valutazione delle intercettazioni (presunta sommatoria di indizi e travisamento del contenuto delle captazioni); Napoli contesta l'utilizzabilità delle intercettazioni (limite edittale e provenienza da fonte confidenziale), l'identificazione del soggetto nelle intercettazioni, la qualificazione giuridica dell'associazione (art.416 c.p.) e la quantificazione della pena nonché il diniego delle attenuanti generiche; Panzitta censura carenza di motivazione circa la sua partecipazione all'associazione e la qualificazione di alcuni episodi (sostiene marginalità della condotta) e deduce errore nell'applicazione della recidiva; Pesce lamenta l'eccessività della pena concordata, nonostante il patteggiamento; Schiavone contesta la mancata concessione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena in sede di concordato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Pesce e Schiavone perché motivi generici e attinenti a censure precluse dopo il concordato ex art. 599-bis c.p.p.; ha ritenuto inammissibile per genericità anche il ricorso di Minzoturo (reiterazione di contestazioni già decise in appello e mancanza di concreto confronto con la motivazione); ha ritenuto manifestamente infondato e inammissibile il ricorso del Napoli, respingendone i motivi (la Corte ha ritenuto le intercettazioni utilizzabili, adeguatamente motivate l'identificazione e la ricostruzione del ruolo apicale, e immune da aporie la motivazione sulla pena); ha invece accolto parzialmente il ricorso di Panzitta limitatamente al mancato e specifico esame motivazionale sulla recidiva: la sentenza d'appello è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello esclusivamente sul punto della recidiva e del relativo trattamento sanzionatorio; tutti i ricorrenti sono stati condannati alle spese e la Corte ha disposto, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il pagamento in favore della cassa delle ammende di euro 3.000,00 per responsabilità nella proposizione di motivi inammissibili.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
Le censure relative a questioni rinunciate nel concordato di appello (ad es. determinazione della pena o valutazioni assorbite dal patteggiamento) sono inammissibili in Cassazione salvo vizio nella formazione della volontà o illegittimità evidente della sanzione
art. 192 cod. proc. pen.
Se gli elementi sono indiziari ricavati da intercettazioni non partecipate dall'imputato, questi devono essere gravi, precisi e concordanti; la valutazione spetta al giudice di merito se logicamente motivata
art. 267 cod. proc. pen.
Le intercettazioni possono essere inutilizzabili se originate unicamente da informazioni di fonte confidenziale; tuttavia, se la fonte ha solo avviato le indagini e vi sono ulteriori riscontri obiettivi, le captazioni restano utilizzabili
art. 203 cod. proc. pen.
Disciplina la provenienza e utilizzabilità delle informazioni; la Corte ha richiamato che il divieto non si estende quando la fonte è soltanto elemento iniziale e sono presenti riscontri indipendenti
art. 416 cod. pen.
La qualificazione dell'associazione a delinquere richiede prova del vincolo associativo e di un programma criminoso permanente; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito hanno motivato sufficiently l'esistenza del vincolo e dei ruoli
art. 62-bis cod. pen.
Regola le circostanze attenuanti generiche; la mancata concessione è valutabile dal giudice di merito con ampia discrezionalità e la Cassazione sindaca solo vizi logici o illogicità manifeste
art. 132 e 133 cod. pen.
Principi per la determinazione della pena; la loro applicazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito, sindacabile in Cassazione solo per manifesta illogicità o violazione di legge
art. 591 cod. proc. pen.
Stabilisce i requisiti di motivazione in appello; la mancanza di specificità del motivo in Cassazione conduce all'inammissibilità se non vi è confronto con la motivazione impugnata
art. 606 cod. proc. pen.
Elenca i motivi di cassazione; la Corte ha richiamato che il silenzio del giudice di merito su una deduzione può essere ammesso se la motivazione complessiva la esclude implicitamente
art. 616 cod. proc. pen.
Consente la condanna alle spese e l'ammenda in caso di ricorsi inammissibili o manifestamente infondati; la Corte ha irrogato pagamento in favore della cassa delle ammende
Massime di principio
- I ricorsi di cassazione che si limitano a reiterare le stesse doglianze prospettate in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della Corte di merito sono spesso dichiarati inammissibili per genericità.
- Le censure su questioni attinenti alla determinazione della pena o a elementi rinunziati in sede di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.) sono in massima parte precluse in Cassazione salvo profili relativi alla formazione della volontà o evidenti illegalità della sanzione.
- Le intercettazioni basate inizialmente su informazioni di fonte confidenziale non sono automaticamente inutilizzabili: lo sono solo se tali informazioni costituiscono l'unico fondamento degli indizi; la presenza di riscontri investigativi indipendenti consente l'utilizzo.
- La Corte di legittimità non riesamina liberamente il merito dei fatti o rielabora una diversa valutazione delle prove: interviene solo per vizio di motivazione mancante, contraddittoria o per manifesta illogicità o travisamento della prova.
- Nel giudizio sulla recidiva e sul trattamento sanzionatorio il giudice di merito deve motivare espressamente: l'omissione di un esame puntuale della recidiva può comportare annullamento parziale con rinvio limitato al punto omesso.
- La determinazione della pena e la valutazione della concessione delle attenuanti generiche sono esercizio di ampia discrezionalità del giudice di merito; tali scelte sono sindacabili in Cassazione solo se sorrette da motivazione illogica o contraddittoria.
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