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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45707/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato l'applicazione di misura cautelare (arresti domiciliari, poi sostituiti con obbligo di presentazione) per i reati contestati in relazione alla costituzione e gestione della societa 'Aurora' (operazioni in San Luca e Mentone): trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) e riciclaggio (art. 648-bis), nonche occultamento della titolarita reale a favore di Vincenzo Giorgi. Il ricorrente deduceva carenza e apoditticita della motivazione circa i gravi indizi, prova dell'effettivo esborso per l'acquisto (investimento di 250.000 euro), valutazione errata delle intercettazioni, mancata valutazione della serie di atti che avrebbero dimostrato la realita dell'acquisto, violazione delle garanzie difensive per ritardata trasmissione dell'interrogatorio e erronea valutazione delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria. La Corte ha rilevato carenze di motivazione del Tribunale del Riesame: mancato e non compiuto esame delle censure difensive e della documentazione probatoria prodotta, valutazione parziale di circostanze marginali invece che della concatenazione completa delle operazioni economiche (in particolare il successivo acquisto delle quote da parte del presunto titolare di fatto, Giorgi), e insufficiente ricostruzione del dolo specifico richiesto per il reato di trasferimento fraudolento di valori e per il reimpiego/riciclaggio. Il terzo motivo (eccezione di mancata trasmissione di atti) è stato dichiarato inammissibile perché sollevato per la prima volta in Cassazione. Disposta nuova valutazione sulle esigenze cautelari e colmamento delle lacune motivazionali.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen.

    Rilevata come norma che punisce il trasferimento fraudolento di valori mediante intestazione fittizia; la Corte sottolinea che per questa fattispecie è necessario il dolo specifico di eludere le disposizioni in materia di prevenzione o di agevolare la commissione di reati (es. quelli previsti dagli artt. 648, 648-bis, 648-ter) e che tale elemento deve emergere chiaramente dalla motivazione, non in modo meramente evocativo

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul riciclaggio; la Corte richiama che nella valutazione della sussistenza del reato rileva anche l'analisi dell'economicità e della funzione reale dell'operazione economica contestata (per verificare se si sia trattato di reimpiego/occultamento di proventi illeciti)

  • art. 648 e art. 648-ter cod. pen.

    Art. 648 (ricettazione) e 648-ter (impiego di beni provenienti da reato); richiamate come reati rispetto ai quali il trasferimento fraudolento di valori potrebbe agevolare la commissione o l'occultamento dei proventi. La Corte ritiene necessario valutare la connessione fattuale e la prova del vantaggio derivante all'autore del reato principale

  • art. 61-bis cod. pen.

    Aggravante collegata a delitti di criminalità organizzata; richiamata nell'originaria contestazione per la rilevanza della partecipazione o della finalità riconducibile ad associazioni dedite al narcotraffico

  • art. 309, commi 5 e 10, cod. proc. pen.

    Norme procedurali sulla trasmissione degli atti (in particolare dell'interrogatorio) al giudice; la Corte ha osservato che l'eccezione relativa alla mancata trasmissione non può essere proposta per la prima volta in Cassazione se non sollevata nei gradi precedenti

Massime di principio

  • Per configurare il reato di trasferimento fraudolento di valori occorre dimostrare il dolo specifico di elusione delle norme di prevenzione o di agevolazione di reati finanziari: valutazioni generiche o indizi marginali non sono sufficienti
  • Quando l'imputato produce documentazione che prova esborsi o operazioni economiche (bonifici, contratti, atti formali esteri), il giudice di merito deve confrontare e motivare specificamente l'apprezzamento di tali elementi, anche tenendo conto della normativa locale (es. norme francesi se l'operazione si è svolta all'estero)
  • La successiva acquisizione effettiva da parte del presunto titolare di fatto (es. acquisto delle quote dopo una presunta intestazione fittizia) può contrastare la tesi dell'intestazione simulata e va valutata nel suo impatto sul dolo originario e sull'eventuale funzione di riciclaggio
  • Nelle misure cautelari legate a reati economici e di criminalità organizzata il Tribunale deve fornire motivazioni solide e circostanziate sui gravi indizi e sulle esigenze cautelari, evitando di basarsi su elementi marginali o su mere supposizioni
  • La prova dell'effettivo esborso e della natura economica dell'operazione (economicità, vantaggio concreto) è essenziale per la ricostruzione dei delitti di riciclaggio o di trasferimento fraudolento: documenti probatori bancari e contratti sono rilevanti e devono essere esaminati
  • Questioni processuali relative alla mancata trasmissione di atti rilevanti devono essere tempestivamente eccepite nei gradi di merito; non è ammissibile sollevarle per la prima volta in Cassazione
  • In caso di atti o operazioni che si sono svolte all'estero, il giudice italiano deve tener conto della disciplina locale pertinente quando valuta la validità e la rilevanza della documentazione prodotta dalla difesa

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