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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06014/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

La controversia

Un cittadino straniero ha impugnato davanti al Giudice di pace due decreti prefettizi di espulsione dal territorio nazionale adottati ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. b), del d.lgs. n. 286/1998. Il giudice di pace ha rigettato le opposizioni riunite con ordinanza. In cassazione il ricorrente ha dedotto, con due motivi, la nullità dell'ordinanza per motivazione apparente, sostenendo che il giudice non avesse svolto alcuna valutazione critica delle censure mosse ai provvedimenti espulsivi; inoltre ha denunciato la violazione dell'art. 19, comma 1.1, T.U. immigrazione e l'omesso esame di fatti decisivi relativi alla propria situazione personale e sociale, affermando di vivere e lavorare stabilmente in Italia da oltre dieci anni dopo essere fuggito dall'Egitto nel 2011, con possibile lesione del diritto al rispetto della vita privata.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, assorbito il secondo. Ha affermato che la motivazione è apparente quando, pur esistente graficamente, non consente il controllo sull'iter logico-giuridico della decisione e non raggiunge il minimo costituzionale richiesto dall'art. 111, comma 6, Cost. Nel caso concreto l'ordinanza del giudice di pace si limitava ad affermare la sussistenza dei requisiti di legge per l'espulsione senza confrontarsi con le specifiche doglianze del ricorrente. Per tale ragione la Corte ha accolto il ricorso limitatamente al primo motivo, ha cassato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo esame al Giudice di pace di Siena, in diversa composizione, demandando al giudice del rinvio anche la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 18 d.lgs. n. 150/2011

    Viene richiamato come base processuale dell'opposizione ai decreti di espulsione decisi dal giudice di pace.

  • art. 13, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 286/1998

    ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. b) del d.lgs. n.286/1998

    Indica il presupposto normativo dei decreti prefettizi di espulsione impugnati.

  • art. 19, comma 1.1, d.lgs. n. 286/1998

    violazione e falsa applicazione dell’art.19, comma 1.1. del TUI

    È evocato dal ricorrente come norma che avrebbe dovuto impedire l'allontanamento per ragioni attinenti alla vita privata.

  • art. 111, comma 6, Cost.

    "minimo costituzionale" richiesto dall'art. 111 comma 6 Cost.

    La motivazione deve essere sufficiente a consentire il controllo sull'esattezza e logicità del ragionamento decisorio; in mancanza, è apparente e quindi nulla.

Massime di principio

  • La motivazione è apparente quando, pur essendo formalmente presente, non consente di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice e quindi impedisce il controllo di legittimità.
  • Nei provvedimenti soggetti a controllo in cassazione, il giudice deve confrontarsi con le specifiche censure dedotte dalle parti; una formula generica di conferma dei presupposti di legge non è sufficiente se non spiega perché le contestazioni siano infondate.
  • Quando il primo motivo denuncia un vizio radicale della motivazione che assorbe le altre doglianze, la Corte può accogliere il ricorso limitatamente a tale profilo e dichiarare assorbiti gli ulteriori motivi.
  • Nei giudizi di opposizione a provvedimenti espulsivi, il giudice deve dare conto in motivazione delle circostanze personali allegate dallo straniero che siano potenzialmente rilevanti ai fini dei presupposti di legge e delle eventuali cause ostative all'allontanamento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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