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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26289/2023 del 19/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Ancona del 07/12/2021 con diversi motivi: contestazione della utilizzazione e valutazione di intercettazioni disposte in altro procedimento (art. 270 c.p.p.), carenza o carenza di motivazione su circostanze attenuanti/aggiuntive (es. art. 62 n.4 e art. 61 n.5 c.p.), mancata escussione di testi a discarico, vizio di motivazione sull'elemento psicologico di reati di ricettazione (art. 648 c.p.) e deduzioni di estinzione per prescrizione ovvero di estinzione per sopravvenuta improcedibilità a seguito della riforma che ha reso procedibili a querela alcuni furti (d.lgs. 10/10/2022 n.150). In sintesi: i ricorrenti hanno chiesto annullamenti e/o rinnovazione del giudizio in relazione a ritenute incongruità probatorie, vizi motivazionali e questioni di prescrizione/procedibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso diversamente per i tre ricorrenti. Per Gezim Bami: annulla senza rinvio la sentenza limitatamente ai capi 2), 4) e 8) per sopravvenuta improcedibilità dell'azione penale (difetto di querela dopo la riforma che ha reso quei furti procedibili a querela) e per il capo 11) annulla perché il reato era estinto per prescrizione; conserva irrevocabile la condanna per il capo 9) (ricettazione) e dispone il rinvio alla Corte d'Appello di Perugia per la rideterminazione della pena relativa al capo 9). Per Dritan Milloshi: i ricorsi sono dichiarati inammissibili; le condanne restano confermate; il ricorrente è condannato alle spese processuali e a versare C 3.000,00 alla Cassa delle ammende per inammissibilità per colpa processuale. Per Fredi Maloku: i ricorsi sono dichiarati inammissibili; le condanne restano confermate; egli è condannato alle spese processuali e a versare C 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La Corte richiama la giurisprudenza delle Sezioni Unite sul rapporto tra impugnazione valida e sopravvenute cause di non punibilità/nuova procedibilità a querela: la procedibilità a querela opera se il rapporto di impugnazione è validamente instaurato; un ricorso inammissibile impedisce l'operatività retroattiva della nuova procedibilità.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10/10/2022 n.150

    Ha reso procedibili a querela alcuni furti; la Corte ha ritenuto applicabile la modifica solo se il rapporto di impugnazione è validamente instaurato; in mancanza (ricorso inammissibile) la nuova procedibilità non opera retroattivamente nei confronti del ricorrente

  • art. 129 c.p.p.

    Principio che impone la declaratoria immediata di cause di non punibilità sopravvenute quando l'impugnazione è validamente proposta; richiede però che l'impugnazione sia effettiva (non inammissibile)

  • art. 270 c.p.p.

    Regola l'utilizzabilità delle intercettazioni: la Corte ha ritenuto possibile l'utilizzo dei risultati di intercettazioni disposte in altro procedimento quando ricorra l'arresto obbligatorio in flagranza o quando sia rispettata la disciplina che consente l'impiego in diversi procedimenti

  • art. 624 c.p.

    Norma sul furto aggravato; la sua riformulazione/interpretazione ha influito sulla procedibilità a querela dei furti contestati

  • art. 625 c.p.

    Circostanze aggravanti del furto (lett. n.5: compimento in abitazione o luogo destinato a dimora etc.); la Corte ha esaminato l'applicazione dell'aggravante (anche in relazione all'orario notturno)

  • art. 61 n.5 c.p.

    Aggravante collegata alla maggiore offensività; la Corte ha evidenziato contraddittorietà della motivazione quando l'aggravante è esclusa per alcuni capi (notte) e invece ritenuta per altri in base alla mancata sorveglianza

  • art. 161 c.p.

    Disciplina i termini di prescrizione: la Corte ha calcolato i termini tenendo conto della recidiva reiterata e degli atti interruttivi, per stabilire la prescrizione del capo 11)

  • art. 99 c.p.

    Rilevato nella misura dell'aumento di pena per effetto di circostanze speciali (incidenza sul calcolo della prescrizione)

  • art. 648 c.p.

    Ricettazione: la Corte ha ritenuto corretta la motivazione che desumeva il dolo eventuuale dalla vendita a prezzo irrisorio; su questo capo la condanna è stata dichiarata irrevocabile per Bami

  • art. 380 c.p.p.

    Prevede l'arresto obbligatorio in flagranza per alcuni reati: la Corte ha rilevato che, per il reato di cui al capo 2), opera l'arresto obbligatorio e quindi l'art. 270 c.p.p. consente l'uso delle intercettazioni anche in diverso procedimento

  • art. 12 c.p.p.

    Riferimento valutativo sulla connessione tra procedimenti: la Corte ha osservato che non era necessaria una connessione ai sensi di art.12 per ritenere utilizzabili risultati intercettativi in nuovo procedimento, alla luce delle regole sull'arresto in flagranza

  • art. 616 c.p.p.

    Consente l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende per inammissibilità derivante da colpa; la Corte ha disposto l'obbligo di C 3.000,00 per Milloshi e Maloku

  • art. 624 c.p.p.

    Norma sulla irrevocabilità della sentenza quando l'affermazione della responsabilità è divenuta definitiva; applicata dalla Corte per rendere irrevocabile la condanna di Bami al capo 9)

  • Giurisprudenza (Sez. U.)

    es. Sez. U., n. 40150 del 21/06/2018 (Salatino); Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci)

    Principi richiamati: l'art.129 c.p.p. richiede impugnazione valida per far operare sopravvenute cause di non punibilità; un ricorso inammissibile impedisce che una modifica normativa favorevole (procedibilità a querela) operi retroattivamente

Massime di principio

  • La modifica normativa che rende un reato procedibile a querela opera retroattivamente solo se il rapporto di impugnazione è validamente instaurato: un ricorso inammissibile impedisce l'applicazione della nuova procedibilità in sede di legittimità
  • Se un reato diventa procedibile a querela per effetto di riforma, la mancata presentazione della querela nei termini (tre mesi dall'evento o tre mesi dall'entrata in vigore della riforma) determina la sopravvenuta improcedibilità dell'azione penale
  • Le intercettazioni disposte in un procedimento possono essere utilizzate in altro procedimento quando la disciplina processuale (es. art. 270 c.p.p., casi di arresto in flagranza) lo consente; la Cassazione richiede però che il giudice di merito motivi con chiarezza la valutazione del loro contenuto
  • La prescrizione va calcolata sulla base della corretta qualificazione del reato e tenendo conto di eventuali aumenti di pena (recidiva, circostanze speciali) e delle sospensioni/interruzioni del termine processuale
  • La Cassazione non svolge un sindacato di merito sul compendio probatorio: i rilievi sull'interpretazione delle prove (intercettazioni, valutazioni di sospetto vs dolo) richiedono critica argomentata e specifica per evitare l'inammissibilità per aspecificità
  • Quando la sentenza di merito ha dichiarato l'affermazione della responsabilità definitiva per un capo (ai sensi degli strumenti procedurali), la Cassazione può dichiararla irrevocabile e limitare l'annullamento agli aspetti procedurali o prescrizionali effettivamente riscontrati
  • La mancata tempestiva escussione di testimoni a discarico può essere censurata, ma la Corte di legittimità verifica soltanto la rilevanza della omissione rispetto al compendio probatorio già valutato dai giudici di merito

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