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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32786/2026 del 03/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (non_determinabile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte di appello di Catania che aveva confermato la pronuncia assolutoria relativa alle contestazioni di percosse e minaccia aggravata. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge in relazione al reato di percosse, ma la censura è stata ritenuta generica e indeterminata, poiché non indicava gli elementi posti a fondamento delle doglianze e non consentiva al giudice di legittimità di individuare i rilievi mossi alla motivazione impugnata, in violazione dei requisiti dell'art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge in ordine al reato di minaccia. La Corte ha ritenuto tale censura non consentita in sede di legittimità, perché diretta a ottenere una diversa ricostruzione e valutazione dei fatti rispetto a quella compiuta dal giudice di merito. La sentenza impugnata aveva motivato logicamente e senza violazioni giuridiche, osservando che il clima familiare conflittuale o la reciprocità delle offese non escludevano il reato contestato e valorizzando anche il ritrovamento di un tubo di ferro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato dichiarato generico per mancata specifica indicazione degli elementi oggetto di censura. Il secondo è stato ritenuto volto a una non consentita rilettura del materiale fattuale e probatorio, riservata al giudice di merito, la cui motivazione è stata ritenuta immune da vizi logici e giuridici. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È stata inoltre disposta l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti in caso di diffusione del provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p.

    censura priva dei requisiti di specificità e determinata per indeterminatezza

    Il motivo di impugnazione deve indicare in modo specifico gli elementi posti a fondamento della censura, così da consentire al giudice dell'impugnazione di individuare i rilievi e svolgere il proprio sindacato.

  • art. 612, commi 2 e 3, c.p.

    Norma richiamata quale disposizione relativa alla contestazione di minaccia aggravata.

  • art. 339 c.p.

    Norma richiamata in relazione all'aggravamento della contestazione di minaccia.

  • art. 581 c.p.

    Norma richiamata per la contestazione del reato di percosse.

  • art. 61, n. 2), c.p.

    Norma richiamata quale circostanza aggravante.

  • art. 52, d.lgs. n. 196/2003

    Impone l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti in caso di diffusione del provvedimento, secondo quanto indicato dalla sentenza.

Massime di principio

  • È inammissibile per genericità il motivo di ricorso per cassazione che, a fronte di una motivazione logicamente corretta, non individua specificamente gli elementi sui quali si fonda la censura e non consente al giudice di legittimità di comprendere i rilievi mossi alla decisione impugnata.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova ricostruzione dei fatti o una diversa valutazione degli elementi probatori mediante la prospettazione di criteri valutativi alternativi, quando la motivazione del giudice di merito sia esente da vizi logici e giuridici.
  • La conflittualità familiare o l'eventuale reciprocità delle offese non escludono, di per sé, la configurabilità del reato di minaccia; la loro rilevanza deve essere valutata in concreto alla luce della motivazione e degli elementi probatori acquisiti.

Come è indicizzato

MaterieMinacceLesioniImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaProcesso penale

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