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Sentenza

Sentenza del 14/12/2021 n. 39798 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento ICI per il 2002 e degli avvisi di accertamento per gli anni 2003-2007 relativi a terreni classificati nel PRG in zona residenziale di espansione. Il Comune aveva rettificato il valore dei terreni a Euro 746.788,14 sulla base del parere dell'Ufficio Tecnico comunale; i contribuenti contestavano la congruità del valore, sostenendo che il valore venale reale fosse inferiore tenuto conto della presenza di aree destinate a verde attrezzato, parcheggi e attrezzature pubbliche. In appello la CTR, acquisita una CTU disposta in altro giudizio (scioglimento comunione ereditaria), ha ritenuto il valore indicato dalla CTU notevolmente inferiore a quello comunale e ha accolto il gravame dei contribuenti. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione articolato su quattro motivi: nullità della sentenza per mancanza o difetto di procura/autentica; inammissibilità dell'appello per difformità tra copia notificata e deposito; impropria ammissione di consulenza tecnica formata in altro giudizio; censura sulla valutazione del valore e omesso esame dei criteri di stima indicati dal Comune.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. Ha ritenuto che l'atto di appello fosse accompagnato da regolare procura e che l'autentica apposta dal difensore valesse anche come sottoscrizione dell'atto; ha confermato il principio secondo cui la mancata riproduzione della procura nella copia notificata non determina inammissibilità se non è una difformità sostanziale che pregiudica la comprensione dell'atto; ha ammesso l'utilizzo in appello della CTU formata in altro giudizio valutandola ammissibile ai sensi dell'art. 58 D.Lgs. 546/1992 poiché la consulenza si è formata nel corso del giudizio di appello o era stata prodotta successivamente per cause non imputabili; ha altresì ritenuto legittima la valutazione di merito della CTR che ha preferito la CTU comunemente ritenuta più attendibile rispetto alla determinazione comunale del valore venale. Il ricorso è stato quindi respinto e il Comune condannato alle spese di lite e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546/1992

    art. 1 comma 2; art. 12; art. 22 comma 3; art. 32 comma 1; art. 36 comma 1; art. 58 comma 1; art. 61

    Principio di specialità del processo tributario; art. 58 consente al giudice d'appello di disporre e ammettere prove anche provenienti da altro giudizio o prodotte oltre i termini se formate successivamente o non producibili prima; le preclusioni documentali in appello sono mitigate dal regime speciale; la conformità della procura rileva sull'originale e non necessariamente sulla copia notificata, salvo difformità sostanziali che ledano la difesa.

  • D.Lgs. n. 504/1992

    Stabilisce che per le aree fabbricabili il valore è il valore venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno di imposizione, tenendo conto di zona territoriale, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri di adattamento e prezzi medi; criterio utilizzato dalla CTR per confrontare le valutazioni e ritenere più attendibile la CTU.

  • Codice di Procedura Civile

    art. 83 c.p.c.; art. 360 c.p.c. comma 1 nn. 3,4,5

    Art. 83 c.p.c. regola la procura alle liti e la sua autenticazione; la Corte ha ritenuto che l'autentica della sottoscrizione della procura sul documento originale operi anche come sottoscrizione dell'atto e possa attribuire al difensore la paternità dell'impugnazione. Gli artt. 360 c.p.c. indicano i motivi di cassazione esaminati (violazione di norme processuali e omesso esame di fatto decisivo), i quali sono stati ritenuti infondati nel caso di specie.

  • D.P.R. n. 115/2002

    art. 13 comma 1 quater (introdotto L. n. 228/2012 art. 1 comma 17)

    Regime del contributo unificato: per i giudizi notificati dopo il 30/01/2013 può essere dovuto un ulteriore importo pari a quello dovuto per l'impugnazione integralmente rigettata; la Corte dispone l'applicazione di tale regime.

Massime di principio

  • La mancata riproduzione della procura nella copia notificata non comporta automaticamente l'inammissibilità dell'impugnazione nel processo tributario: occorre verificare se la difformità sia sostanziale e idonea a compromettere la comprensione del petitum o della causa petendi dell'atto notificato.
  • L'autentica della sottoscrizione della procura apposta dal difensore sull'originale può valere anche come sottoscrizione dell'atto stesso e attribuire al difensore la paternità dell'impugnazione; pertanto contestazioni formali sulla procura devono valutare l'originale.
  • Il giudice d'appello può ammettere e valutare documenti o consulenze tecniche formatisi in altro giudizio, purché la loro produzione sia giustificata (formazione successiva o impossibilità di produrli prima) e siano prodotti con le formalità previste; tali elementi saranno valutati discrezionalmente in base alla loro attendibilità.
  • La scelta motivata del giudice di merito tra valutazioni peritali concorrenti (es. CTU vs perizia comunale) è un apprezzamento di fatto riservato al merito e difficilmente sindacabile in cassazione se supportato da adeguata motivazione e coerenza logico-giuridica.
  • Le censure di legittimità dirette a rimettere in discussione il convincimento di fatto del giudice di merito (valutazione delle prove, stima del valore venale) sono inefficaci in sede di cassazione salvo errori di diritto, vizi logici o omessa considerazione di fatti decisivi non valutati.

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