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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47095/2024 del 20/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione del reato determinata dalla remissione di querela. Ha dato atto che le remissioni e le accettazioni sono state effettuate correttamente. In mancanza di deroga pattizia, ha posto le spese processuali a carico del querelato. Decisione resa in data 13/11/2024.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Bolzano del 23/04/2024 che aveva confermato la condanna pronunciata dal Giudice di Pace di Brunico per il reato di cui all'art. 582 c.p. (lesioni personali). Dopo la sentenza impugnata, e prima della scadenza del termine per l'impugnazione, con atti del difensore sono pervenute in data 24 e 28 ottobre 2024 la remissione di querela e la revoca della costituzione della parte civile. La Corte ha rilevato che, conformemente al principio di diritto già affermato (Sez.4, n. 49226/2016, Bestente), è ammissibile il ricorso per cassazione anche se proposto al solo fine di introdurre nel processo una remissione di querela intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per impugnare, purché rimessa e accettazione rituali.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato (lesioni personali); la sentenza impugnata riguardava una condanna per tale fattispecie

  • art. 340 cod. proc. pen.

    Richiamata dalla Corte per giustificare la ripartizione delle spese processuali: in mancanza di deroga pattizia le spese sono poste a carico del querelato

  • Sez. 4, n. 49226 del 19/10/2016, Bestente, Rv. 268625

    Precedente giurisprudenziale che afferma l'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto anche al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza impugnata e prima della scadenza del termine per la presentazione dell'impugnazione

Massime di principio

  • La remissione di querela, se rituale e accettata, estingue il reato e può determinare l'annullamento della sentenza di condanna anche se la remissione interviene dopo la pronuncia impugnata.
  • E' ammissibile proporre ricorso per cassazione esclusivamente per far valere la remissione di querela intervenuta dopo la sentenza impugnata, purché la remissione sia avvenuta prima della scadenza del termine per impugnare e sia stata regolarmente formalizzata e accettata.
  • L'estinzione del reato per remissione comporta normalmente l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata (cioè fine del processo di merito), salvo diverse specifiche condizioni procedurali o patti tra le parti.
  • Le conseguenze economiche (spese processuali) possono essere previste dalla legge: in mancanza di diversa pattuizione, la Corte può porre le spese a carico del querelato, conformemente a quanto indicato (art. 340 c.p.p.).
  • In situazioni analoghe è fondamentale che la remissione di querela e l'eventuale revoca della costituzione di parte civile siano formalizzate per iscritto e risultino depositate nel fascicolo prima della scadenza dei termini di impugnazione per poter essere efficacemente invocate in sede di cassazione.
  • Se si valutano strategie difensive dopo una condanna in primo grado, considerare tempestivamente la possibilità di remissione di querela e la sua tempestiva registrazione come mezzo per ottenere l'estinzione del reato; verificare però le eventuali conseguenze economiche e accordi tra le parti.

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