Cassazione Penale, Sentenza n. 18210/2023 del 02/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per porto e detenzione illecita di armi e per detenzione abusiva di munizionamento e di una spada tipo Katana, censurando in particolare: 1) la motivazione ritenuta insufficiente e apodittica circa la disponibilità del furgone nel quale è stata trovata la pistola cal. 6.35 (assenza di elementi come la disponibilità delle chiavi, contraddittorietà del solo verbale di arresto); 2) il rigetto della richiesta di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale (escussione di Simona Di Bello, del compagno di cella Alessandro Falconi e degli agenti intervenuti) che, secondo la difesa, avrebbe dimostrato che il furgone era nella disponibilità di un terzo (Barushi) e che l'imputato era stato intimidito a scegliere il rito abbreviato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia motivato adeguatamente il diniego di rinnovazione istruttoria nell'ambito del giudizio abbreviato d'appello, richiamando la natura limitata della facoltà di integrazione probatoria in tale rito e l'irrilavanza o la manifesta superfluità delle prove richieste (testimonianza de relato del compagno di cella, già contraddetta da altre acquisizioni; completezza dei verbali di perquisizione e arresto). Ha altresì ritenuto congruo il complesso indiziario (verbali di perquisizione e arresto, comportamento processuale dell'imputato, restituzione del furgone al padre) a fondamento della valutazione di disponibilità del veicolo e, dunque, della responsabilità contestata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 603, comma 3, cod. proc. pen.
Nel giudizio abbreviato d'appello la richiesta di rinnovazione dell'istruzione è mera facoltà: il giudice può integrare l'istruttoria "ex officio" nei limiti di assoluta necessità; l'omissione è sindacabile in cassazione solo se la motivazione della decisione presenta lacune, manifeste illogicità o contraddizioni su punti decisivi
art. 23, comma 4, legge n. 110 del 1975
Distinzione tra arma comune da sparo e arma clandestina: la Corte ha ritenuto che la pistola trovata non fosse clandestina, escludendo la configurabilità del reato di cui al comma quarto e la relativa ricettazione
Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Principio invocato per l'applicazione della sanzione pecuniaria a titolo di ammenda in favore della cassa delle ammende, salvo che non emerga che la parte ha proposto il ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Massime di principio
- Nel giudizio abbreviato d'appello la possibilità di ottenere rinnovazioni probatorie è fortemente limitata: il giudice applica tale misura solo se strettamente necessaria e rilevante per la decisione
- La mancata acquisizione di una prova in appello è sindacabile in cassazione solo se la motivazione di merito presenta lacune, manifeste illogicità o contraddizioni su punti decisivi
- La valutazione della "disponibilità" di un veicolo o di un bene può essere adeguatamente fondata su un compendio indiziario (verbali di arresto e perquisizione, comportamento processuale dell'imputato, atti di restituzione) e non richiede sempre un elemento isolato (es. chiavi) se il contesto istruttorio è coerente
- Le testimonianze di "seconda mano" (de relato) hanno scarso valore probatorio e possono essere legittimamente ritenute irrilevanti o non decisive se contraddette da fonti documentali
- Per ottenere la revoca di scelte processuali irretrattabili (es. ammissione al rito abbreviato) il ricorrente deve dimostrare concrete e decisive ragioni di invalidità del consenso, non limitarsi ad asserzioni generiche o a prove che appaiono superflue rispetto al patrimonio probatorio già acquisito
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