Cassazione Penale, Sentenza n. 18004/2023 del 02/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'imputato contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la responsabilità di Gasparini per il reato di cui all'art. 590-bis c.p. (fatto del 31.7.2016) e aveva sostituito la pena. I motivi dedotti: I) violazione di legge e vizio di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo del reato; II) violazione di legge e vizio di motivazione sulla presunta insussistenza della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; III) violazione di legge e vizio di motivazione sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. Successivamente la difesa ha depositato la rinuncia della persona offesa a proporre querela, richiamando le modifiche apportate dal d.lgs. n. 150/2022 (che hanno reso il reato procedibile a querela) e l'applicabilità della causa di estinzione di cui all'art. 162-ter c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché, per effetto del d.lgs. n. 150/2022 (entrato in vigore il 30.12.2022) il reato di cui all'art. 590-bis c.p. è divenuto procedibile a querela della persona offesa salvo che ricorrano circostanze aggravanti (non presenti nel caso). Poiché la persona offesa ha espressamente rinunciato a proporre querela, l'azione penale è divenuta improcedibile e la sentenza è stata annullata senza rinvio. La nuova disciplina è stata ritenuta applicabile anche ai giudizi in corso in base all'art. 85 del medesimo decreto legislativo.
Norme richiamate
Offesa perseguita nel procedimento; per effetto del d.lgs. n. 150/2022 la procedibilità è divenuta a querela della persona offesa, salvo aggravanti che mantengono la procedibilità d'ufficio.
Norma sulla particolare tenuità del fatto; il ricorrente ha chiesto il riconoscimento della tenuità, ma la Corte di cassazione non ha deciso nel merito essendo intervenuta l'estinzione dell'azione per mancanza di querela.
Norma sulle attenuanti generiche; il motivo relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti è stato proposto ma non valutato in via definitiva alla luce dell'annullamento per improcedibilità.
Ha modificato la procedibilità del reato di cui all'art. 590-bis rendendolo procedibile a querela della persona offesa (salvo aggravanti), è entrato in vigore il 30.12.2022 e, per effetto dell'art. 85, si applica anche ai procedimenti in corso.
Prevede cause di estinzione del reato o dell'azione penale applicabili in presenza della nuova disciplina; la difesa ha richiamato la sua applicabilità in ragione della sopravvenuta procedibilità a querela e della rinuncia della persona offesa.
Norma transitoria che estende l'applicazione della nuova disciplina anche ai giudizi in corso, consentendo l'applicazione della procedibilità a querela e delle relative conseguenze processuali.
Massime di principio
- Se una norma sopravvenuta rende un reato procedibile a querela, la mancanza della querela (o la rinuncia della persona offesa) può rendere l'azione penale improcedibile anche nei procedimenti già pendenti, se la norma transitoria la prevede.
- Quando l'azione diventa improcedibile per mancanza della querela, il giudice di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio senza entrare nel merito dei motivi sostanziali proposti dal ricorrente (es. tenuità, attenuanti, vizio di motivazione).
- È fondamentale verificare la presenza di aggravanti che, secondo la nuova disciplina, possano mantenere la procedibilità d'ufficio; in loro assenza la querela diventa condizione di procedibilità.
- Difensori e parti devono monitorare le modifiche normative intervenute durante il processo e valutare tempestivamente l'eventuale impatto (es. depositare dichiarazioni di rinuncia o eccepire l'applicabilità delle norme transitorie).
- Occorre distinguere tra estinzione dell'azione per cause procedurali (es. mancanza di querela) e decisioni sul merito del reato: l'estinzione procedurale impedisce in molti casi ogni pronuncia sulle questioni sostanziali sottese al reato.
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