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Sentenza

Sentenza n. 1639/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento a) della Deliberazione di Consiglio Comunale n.-OMISSIS- del Comune di Villa di Briano, pubblicata sul B.U.R.C. n. 91 del 13/09/2021, con cui è stato approvato il Piano Urbanistico Comunale, comprensivo del Rapporto Ambientale, della Sintesi non tecnica e degli altri studi specialistici e settoriali (geologico-sismico, agropedologico, Storico- Archeologico, Zonizzazione acustica); b) per quanto occorra, della Delibera di Giunta Comunale n. -OMISSIS- con cui è stato adottato il PUC del Comune di Villa di Briano pubblicato sul BURC n. 21 del 15/04/2019; c) per quanto occorra, della Delibera di Giunta Comunale di Villa di Briano n. -OMISSIS- in cui si deliberava che venivano accolte le sole osservazioni che riguardavano gli aspetti normativi delle NTA; d) per quanto occorra, della Delibera di Giunta Comunale n.-OMISSIS- di approvazione del preliminare del PUC e del Rapporto Preliminare Ambientale; e) di tutti i pareri e atti istruttori sottesi all'approvazione del PUC sub a) mai comunicati e/o resi noti all'istante. Nello specifico: f) del parere dell'Autorità Competente VAS, nella persona del Resp. Sett. Ambiente del Comune di San Cipriano D'Aversa, assunto al prot. -OMISSIS- g) del parere della Provincia di Caserta Determina n.-OMISSIS- r.g. n -OMISSIS-, assunta al prot. -OMISSIS-; h) del parere della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Caserta prot. MIBACSABAP-CEUO15 n.°-OMISSIS-, assunto al prot. -OMISSIS-1; i) del parere della Regione Campania, Settore Genio Civile di Caserta reso con Decreto Dirigenziale n. -OMISSIS-, assunto al prot. -OMISSIS-); l) del parere dell'Autorità di bacino distretto dell'Appennino Meridionale nota Autorità n. -OMISSIS-, assunto al prot.-OMISSIS-; m) del parere dell'ASL di Caserta, UOPC Distretto n. 19 Ambito/2 nota n. -OMISSIS-UOPC del 22/07/2021, assunto al prot. -OMISSIS-; n) di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguenziale comunque incidente negativamente nella sfera giuridica del ricorrente.

Giustizia amministrativa202105031

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione consiliare di approvazione del PUC del Comune di Villa di Briano, nella parte in cui ha classificato come zona agricola E1 l’area di proprietà del ricorrente, nonché gli atti presupposti e i pareri istruttori

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un’area sulla quale dal 1996 insiste un fabbricato produttivo autorizzato con destinazione industriale, artigianale e commerciale, ha impugnato il PUC approvato dal Comune di Villa di Briano, lamentando che il fondo fosse stato mantenuto in zona agricola E1, nonostante la consolidata utilizzazione produttiva e la presenza di insediamenti produttivi. Ha dedotto illogicità e irragionevolezza della scelta pianificatoria, violazione dell’art. 97 Cost. e degli artt. 3 e seguenti della l. 241/1990, difetto assoluto di motivazione, lesione del legittimo affidamento, disparità di trattamento rispetto ad aree vicine trasformate dal medesimo PUC da agricole a produttive, nonché sviamento di potere. Ha contestato anche il rigetto delle osservazioni presentate in sede di formazione del PUC, ritenuto privo di adeguata motivazione. Il Comune ha eccepito l’improcedibilità per carenza di interesse, sostenendo che il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria avrebbe comunque salvaguardato l’attività produttiva esistente, e ha dedotto che l’area fosse stata sempre classificata come agricola. Le altre amministrazioni intimate non hanno adottato gli atti specificamente censurati, mentre l’ASL ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di improcedibilità, ritenendo persistente l’interesse del ricorrente a ottenere una classificazione urbanistica coerente con la vocazione produttiva consolidata del fondo, distinto dalla mera salvaguardia dell’edificio esistente tramite titolo edilizio in sanatoria. Ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva delle amministrazioni diverse dal Comune, poiché non erano state formulate censure relative ad atti di loro competenza. Nel merito ha accolto il ricorso nei limiti dell’interesse azionato e ha annullato la previsione urbanistica relativa alla particella interessata. Il giudice ha rilevato che il fabbricato produttivo era regolarmente autorizzato dal 1996, che il PUC qualificava la zona D come destinata anche agli insediamenti produttivi esistenti e radicati sul territorio e che, nello stesso piano, aree vicine con caratteristiche analoghe erano state trasformate da agricole a produttive. Il Comune, anche a seguito degli incombenti istruttori disposti dal Collegio, non ha fornito una giustificazione concreta del diverso trattamento né indicato differenze sostanziali tra le aree comparate. La classificazione del fondo come agricolo è stata quindi ritenuta palesemente irragionevole, incoerente con le linee programmatiche del PUC e affetta da ingiustificata disparità di trattamento. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 97 Cost.

    Il principio di buon andamento e imparzialità è stato invocato dal ricorrente quale parametro della ragionevolezza e coerenza della scelta urbanistica, ritenuta illegittima per il trattamento differenziato non giustificato.

  • artt. 3 e ss. l. 241/1990

    Le disposizioni sull’obbligo di motivazione sono state richiamate con riguardo alla necessità di giustificare il rigetto delle osservazioni e la scelta di classificare il fondo in modo diverso da aree analoghe.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune non elimina l’interesse a contestare la classificazione urbanistica del fondo, poiché la sanatoria salvaguarda l’edificio esistente ma non assicura la modifica della destinazione urbanistica.

  • D.M. 1444/1968

    Il PUC riconduce le zone agricole alla zona omogenea E prevista dal decreto; tale qualificazione è stata ritenuta irragionevole, nel caso concreto, rispetto alla destinazione produttiva consolidata e alle stesse scelte operate dal piano per aree analoghe.

Massime di principio

  • L’interesse a impugnare una classificazione urbanistica permane anche quando l’amministrazione abbia rilasciato un titolo edilizio in sanatoria per l’edificio esistente, se il ricorrente mira a ottenere una diversa e coerente destinazione urbanistica dell’area, non limitata alla mera conservazione dell’immobile preesistente.
  • La discrezionalità pianificatoria non consente all’amministrazione di classificare come agricola un’area stabilmente occupata da un insediamento produttivo quando il medesimo strumento urbanistico preveda di qualificare come produttive aree vicine con caratteristiche analoghe e non siano indicate ragioni concrete di differenziazione.
  • Una previsione urbanistica è illegittima per irragionevolezza e disparità di trattamento quando risulti incoerente con le linee programmatiche generali del piano, che valorizzano gli insediamenti produttivi esistenti, e riservi al contempo a fondi analoghi un trattamento urbanistico più favorevole senza adeguata motivazione.
  • In presenza di una specifica contestazione sulla disparità di trattamento tra aree similari, l’amministrazione deve indicare gli elementi concreti che giustificano la diversa zonizzazione; il mero richiamo a una strategia generale di localizzazione delle nuove aree produttive non è sufficiente a spiegare il diverso trattamento di insediamenti produttivi già esistenti e radicati.
  • La legittimazione passiva nel giudizio di annullamento di una previsione urbanistica spetta all’amministrazione che ha adottato l’atto lesivo; le amministrazioni che abbiano reso pareri o svolto attività istruttoria sono prive di legittimazione passiva se non sono dedotte specifiche censure relative ad atti di loro competenza.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoLegittimazione e interesse a ricorrere

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