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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41119/2025 del 22/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo deducendo, con un primo motivo, la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche; con un secondo motivo, l'omessa motivazione sulla mancata sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità o, in alternativa, con la pena pecuniaria. Dal testo emerge che la Corte di merito aveva negato sia le attenuanti sia il beneficio sostitutivo valorizzando i precedenti penali, anche specifici, e l'assenza di condotte riparatorie, formulando una prognosi sfavorevole circa la futura astensione dal reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondati entrambi i motivi. Ha reputato congrua e logicamente motivata la decisione di merito sul diniego delle attenuanti generiche, fondata sulla particolare capacità a delinquere desunta dai numerosi precedenti dell'imputato e sul fatto che il giudice non è tenuto a confutare singolarmente tutti gli elementi prospettati dalle parti, essendo sufficiente considerare quelli ritenuti decisivi. Ha inoltre ritenuto corretta la motivazione sul diniego della sostituzione della pena, poiché basata su precedenti penali specifici, assenza di riparazione e giudizio prognostico sfavorevole sulla non reiterazione, giudizio che resta di merito se sorretto da argomentazioni logiche e non limitato alla sola gravità astratta del reato. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate con motivazione sintetica ma logicamente esaustiva, valorizzando gli elementi ritenuti decisivi, come i precedenti penali e la capacità a delinquere.

  • art. 53 l. n. 689/1981

    La sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità o con la pena pecuniaria dipende da una valutazione prognostica di merito sulla non reiterazione del reato e sulla personalità dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito indichi gli elementi ritenuti decisivi e la motivazione sia immune da manifesta illogicità; non è necessario dare risposta analitica a ogni elemento favorevole o sfavorevole dedotto dalle parti.
  • La presenza di numerosi precedenti penali, specie se rilevanti per la capacità a delinquere, può costituire base sufficiente per negare le attenuanti generiche.
  • La mancata sostituzione della pena detentiva con sanzioni alternative può essere motivata facendo leva sui precedenti penali, sull'assenza di condotte riparatorie e su un giudizio prognostico sfavorevole circa la futura commissione di reati.
  • Il controllo di legittimità sulla motivazione relativa ai benefici sanzionatori resta esterno: la Cassazione non sostituisce la propria valutazione di merito a quella del giudice di appello se la decisione impugnata è coerente e logicamente argomentata.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e al versamento della somma stabilita in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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