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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43427/2024 del 28/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva proposto ricusazione del Giudice per l'udienza preliminare (Dott. Piervittorio Farinella) sostenendo che lo stesso, in qualità di componente del collegio del Tribunale del riesame cautelare reale, aveva confermato il sequestro ex art. 240‑bis c.p. del premio di una polizza assicurativa di euro 50.000 e dunque avrebbe anticipato il giudizio di merito, avendo valutato l'informativa della Guardia di Finanza con gli elementi indiziari a carico dell'imputato. La Corte d'appello aveva ritenuto l'istanza inammissibile rilevando che il riesame cautelare reale aveva valutato soltanto la sproporzione tra capacità reddituale e provvista sequestrata e il periculum in mora, senza esprimere convinzioni sui fatti di reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile, confermando che la partecipazione del giudice al collegio del riesame cautelare reale non costituisce automatica anticipazione del giudizio di merito quando il riesame abbia riguardato esclusivamente profili di proporzione e di periculum in mora. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 37, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    art. 37, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    La norma consente la ricusazione per indebita manifestazione di convincimento del giudice: la Corte precisa che ciò ricorre solo se il giudice ha anticipato valutazioni sul merito (colpevolezza/innocenza) senza necessità o senza nesso funzionale con l'atto compiuto; valutazioni su questioni incidentali e di garanzia (es. proporzione del sequestro, periculum in mora) non configurano automaticamente tale indebita manifestazione.

  • art. 240‑bis cod. pen. (sequestro)

    La norma disciplina il sequestro ex lege in materia di reati economico‑patrimoniali; nella vicenda il provvedimento di riesame ha avuto ad oggetto l'applicazione e la proporzione del sequestro (provvista di polizza) e non la prova della responsabilità penale, per cui la conferma del sequestro non equivale a una pronuncia sul merito.

Massime di principio

  • La mera partecipazione di un giudice a un collegio che decide su misure cautelari o su riesami incidentali non determina automaticamente ragioni di ricusazione: rileva il contenuto concreto del provvedimento e se vi sono affermazioni che esorbitano dalla necessità dell'atto e manifestano convincimenti sul merito.
  • Perché una ricusazione per indebita manifestazione del convincimento abbia successo bisogna dimostrare che il giudice ha espresso valutazioni sulla colpevolezza o sugli elementi di fatto rilevanti per la decisione di merito, senza nesso funzionale con l'atto procedimentale adottato.
  • Le decisioni su questioni di proporzione del sequestro e sul periculum in mora sono tipicamente incidentali e volte a misure cautelari; tali decisioni possono basarsi su accertamenti limitati e non compromettono, di per sé, l'imparzialità rispetto al giudizio di merito.
  • In situazioni simili, il difensore dovrebbe indicare con precisione estratti o argomentazioni del provvedimento impugnato che dimostrino effettive conclusioni sul merito (frasi, ragionamenti o valutazioni probatorie) per fondare la ricusazione; mere supposizioni o il richiamo all'esistenza di un'informativa investigativa non sono in genere sufficienti.
  • Se si teme un pregiudizio, valutare misure alternative alla ricusazione (es. istanza di assegnazione ad altro collegio, richiesta di astensione del giudice su specifici atti) e documentare il nesso funzionale mancante tra l'atto precedente e le determinazioni di merito.

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