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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15641/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi per cassazione contro la sentenza di appello del 20.7.2022 che aveva in gran parte riformato il primo grado: questioni principali riguardavano la configurazione di più sistemi corruttivi (capi 8-9 e 30-31) in cui la presidente della Sezione Misure di prevenzione di Palermo, Silvana Saguto, sarebbe stata corrotta da amministratori/coadiutori (Cappellano, Provenzano, Santangelo) per nominare persone a loro vicine (tra cui il marito e il figlio di Saguto) e per ottenere altre utilità (anche sostegno per la laurea del figlio). I ricorrenti hanno censurato: travisamento della prova; violazioni di legge in tema di tipicità (quando la discrezionalità amministrativa è «distorta»); applicazione retroattiva della legge penale più grave (art. 2 c.p.); errata qualificazione di fatti come corruzione propria anziché corruzione per esercizio della funzione o abuso; riforma in peius di qualifiche e confische; violazioni procedurali (mutamento del fatto, inutilizzabilità di intercettazioni, acquisizione ex art. 500 c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha: - confermato le condanne per i principali sistemi corruttivi: capi 8-9 (Saguto, Cappellano, Caramma) e capi 30-31 (Saguto, Provenzano, Santangelo) ritenuti reati di corruzione propria ex art. 319 c.p.; - dichiarato estinti per prescrizione numerosi reati (tra cui vari falsi non aggravati, diverse ipotesi di peculato riqualificate in truffa aggravata, alcuni reati collegati alle tesi di laurea, rivelazioni di segreto e altro) e quindi ha annullato senza rinvio le condanne relative a quei capi, confermando però le statuizioni civili (risarcitorie); - annullato senza rinvio per non aver commesso il fatto le condanne relative all'induzione indebita (vicenda Pantò, capi 5-6: il fatto non sussiste) e per due falsi (capi 75 e 76); - annullato senza rinvio per prescrizione il capo 13-ter (abuso di ufficio) e altri capi indicati; - annullato con rinvio (a altra Sezione della Corte d'appello di Caltanissetta) le condanne relative al capo 58-59 (vicenda Rizzo: corruzione contestata a Saguto e Nasca) affinché il giudice del rinvio verifichi meglio la sussistenza degli elementi della corruzione e la corretta qualificazione; - disposto altresì rinvio perché la Corte territoriale riesamini la confisca per equivalente a carico di Cappellano Seminara (motivazione del rigetto degli specifici motivi d'appello non adeguatamente esposta) e ridetermini le pene complessive di alcuni imputati (per tenere conto delle cancellazioni e prescrizioni). In sintesi: conferme parziali (principali condanne per corruzione), numerosi annullamenti per prescrizione, alcuni annullamenti per mancata sussistenza del fatto, e rinvii per approfondimenti su nodi critici (capo 58-59 e confisca).

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    la Corte ha ritenuto configurabile la corruzione propria quando emerge un "patto" duraturo (pactum sceleris) e successiva esecuzione con atti antidoverosi o con presa in carico stabile degli interessi del corruttore; la consumazione è stata valutata anche alla luce delle dazioni avvenute nel 2015

  • art. 318 cod. pen.

    corruzione per l'esercizio della funzione (testo riformato)

    distinto dall'art. 319: qualora l'atto rientri nell'interesse pubblico tipizzato, manca l'atto contrario ai doveri d'ufficio richiesto per la corruzione propria; la Corte richiama la giurisprudenza che richiede una specifica 'tinteggiatura' dell'atto come antidoveroso

  • art. 319-quater cod. pen.

    il reato richiede un'induzione che determini una promessa reale del privato; la Cassazione ha annullato per non sussistenza la contestazione relativa alla vicenda Pantò perché mancavano gli elementi della indotta promessa concreta

  • art. 317 cod. pen.

    la concussione richiede un abuso della qualità o dei poteri con modalità intimidatorie tali da eliminare libertà di autodeterminazione della vittima; la Corte ha confermato la condanna per il caso Scimeca (debiti/pressioni) ma ha qualificato come induzione tentata altra vicenda (scelta di assunzione) ritenendola tentata induzione o non configurando la concussione pienamente

  • art. 476, comma 2 cod. pen.

    aggravante per documenti con 'fede privilegiata'

    la Cassazione ha confermato l'applicabilità dell'aggravante ai falsi commessi da magistrati su provvedimenti giurisdizionali (firma apocrifa del presidente); ma ha escluso l'aggravante per atti endoprocedimentali degli amministratori/coadiutori, con conseguente prescrizione per quei reati

  • art. 314 cod. pen.

    per la configurabilità è necessaria la disponibilità diretta o giuridica del denaro; la Corte ha annullato alcune riqualificazioni in peculato e richiamato la distinzione rispetto a truffa quando non esiste disponibilità diretta

  • art. 361 cod. pen.

    la Corte ha confermato la riqualificazione di talune condotte come omessa denuncia quando il pubblico ufficiale, pur potendo, ometteva di segnalare fatti penalmente rilevanti

  • art. 2 cod. pen.

    divieto di applicazione retroattiva della legge penale più sfavorevole

    discussa nella sentenza: la Corte ha chiarito che la prescrizione e il tempus commissi vanno determinati secondo il momento consumativo (es. dazione) e non sempre dalla sola pattuizione antecedente

  • art. 81 cod. pen.

    la Corte ha richiamato limiti e esigenze motivazionali nella determinazione dell'aumento complessivo per i reati in continuazione e ha disposto rinvio per la rideterminazione di alcune pene

  • art. 500, comma 4 c.p.p.

    acquisizione al dibattimento di precedenti dichiarazioni

    la Corte ha ricordato i criteri per acquisire verbali predibattimentali e ha annullato alcune acquisizioni quando la prova dell'intimidazione del teste non era sufficientemente motivata

Massime di principio

  • Perché ricorra la corruzione propria (art.319) non è sufficiente la mera nomina discrezionale: occorre dimostrare che l'atto sia stato effettivamente contrario ai doveri d'ufficio o che il pubblico ufficiale abbia preso stabilmente in carico gli interessi del corruttore (distorsione della discrezionalità).
  • Il 'pactum sceleris' può esistere già in forma antecedente, ma ai fini della prescrizione e della legge applicabile spesso conta il momento della dazione/consumazione; la differenza tra pattuizione e dazione è decisiva per il tempus commissi.
  • Per il falso aggravato dalla 'fede privilegiata' è necessaria la qualità certificatrice dell'atto: le firme apocrife su provvedimenti giurisdizionali possono integrare l'aggravante, mentre atti endoprocedimentali degli ausiliari non sempre la comportano.
  • La qualificazione di peculato richiede disponibilità diretta o giuridica del denaro: quando l'accesso ai fondi è mediato da controlli o da istanze di rimborso, la condotta è più idonea a essere qualificata come truffa o altro reato patrimoniale.
  • La concussione richiede una compressione reale della libertà del soggetto passivo (abuso costrittivo); il mero timore reverenziale o la semplice pressione non sempre sono sufficienti e possono orientare la qualificazione verso l'induzione indebita.
  • In caso di ricorsi in Cassazione, l'annullamento per prescrizione non preclude la conferma delle statuizioni civili se la motivazione di merito dimostra la responsabilità, perché la responsabilità civile può sopravvivere all'estinzione del reato.
  • Quando si impugnano misure patrimoniali (confisca per equivalente) è indispensabile che la motivazione che giustifichi l'entità e la correlazione tra profitto e somme confiscate sia esplicita: la Corte di legittimità può rinviare per carenza di motivazione specifica.

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