Cassazione Penale, Sentenza n. 24283/2022 del 23/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la condanna di primo grado per i reati di riciclaggio continuato (art. 648-bis c.p.) e simulazione di reato (art. 367 c.p.). Denunciava violazione di legge e vizio di motivazione: contestava la ricostruzione della conoscenza e uso del conto corrente n. 1407 a lei intestato (quale mezzo per l'occultamento dei proventi illeciti), la valutazione negativa della consulenza grafologica di parte (Dott.ssa Giulia Ciciani) e il rifiuto, senza adeguata motivazione, della richiesta di rinnovazione dell'istruttoria per audizione della consulente. Contestava inoltre l'attendibilità dei testi bancari (Torinti e Ciccozzi) e la mancata esamina puntuale delle specifiche obiezioni sulle firme degli assegni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza delle censure. Ha ritenuto che le doglianze si risolvessero in un'inammissibile richiesta di rivedere il merito dei fatti già valutati dai giudici di merito; ha richiamato i principi di limitazione del sindacato in sede di legittimità (impossibilità di rivedere la valutazione della prova salvo macroscopica illogicità), la legittimità della motivazione "per relationem" nelle doppie conformi e l'ambito ristretto di ammissibilità delle censure di motivazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p. Ha inoltre considerato legittimo il comportamento dei giudici di merito circa il mancato ampliamento istruttorio in appello, specie nel rito abbreviato. Conseguentemente ha dichiarato il ricorso inammissibile, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma che incrimina il reato di riciclaggio; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi oggettivi e soggettivi del delitto sulla base della movimentazione del conto e delle operazioni idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita dei flussi finanziari
Norma sulla simulazione di reato; la Corte territoriale ha ritenuto integrata anche la condotta contestata consistente nella denuncia di apertura conto da parte di terzi
Disposizione che elenca i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha ritenuto inammissibili censure che attaccano la persuasività o la diversa valutazione della prova, salvo la mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione
Norma sull'ambito di cognizione dell'appello: la Corte ha richiamato che l'appello dà cognizione limitata ai punti dedotti e che il giudice d'appello non è tenuto ad approfondire argomentazioni incompatibili con la struttura motivazionale adottata
Norma che disciplina le spese in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione; applicata per condannare la ricorrente alle spese e al pagamento alla Cassa delle Ammende
Massime di principio
- In sede di Cassazione è molto difficile ottenere accoglimento fondato su una nuova valutazione della prova: il controllo è limitato alla mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione
- La motivazione "per relationem" della sentenza di appello è ammessa quando la decisione di secondo grado si fonda e concorda con quella di primo grado formando un unico corpo argomentativo
- Nel rito abbreviato di appello le richieste di integrazione probatoria hanno limiti più stretti: il giudice non è obbligato ad esercitare officiosamente poteri istruttori se la motivazione di merito è già sufficientemente argomentata
- Le doglianze che mirano a riproporre una diversa valutazione di fatti o di credibilità dei testimoni sono inammissibili in Cassazione quando non si dimostri una macroscopica illogicità o una violazione di legge
- Per ottenere successo in cassazione conviene focalizzarsi su errori di diritto, omissioni motivazionali evidenti o violazioni di norme procedurali (es. mancata applicazione di norme fondamentali), più che su contestazioni di fatto
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