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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21427/2024 del 31/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (mutuatario)

La controversia

La controversia nasce dall'azione proposta da una società contro la banca mutuante per ottenere la restituzione di somme asseritamente indebitamente versate a titolo di interessi moratori nell'ambito di quattro contratti di mutuo, oltre al risarcimento del danno. In primo grado era stata accertata la nullità di una clausola relativa alla capitalizzazione degli interessi di preammortamento in uno dei contratti e la nullità della clausola sugli interessi moratori, ritenuti usurari, con condanna della banca alla restituzione di una somma e al risarcimento. In appello, la banca aveva ottenuto riforma sul punto dell'usurarietà degli interessi moratori e del conseguente danno, perché la società non aveva prodotto i decreti ministeriali di rilevazione dei tassi soglia, ritenuti necessari dalla Corte territoriale per provare il superamento della soglia di usura; la Corte aveva quindi escluso l'operatività del principio jura novit curia, valorizzando la natura amministrativa di tali decreti. Con il ricorso per cassazione la società ha dedotto la violazione dell'art. 113 c.p.c., sostenendo che i decreti del Ministro dell'economia e delle finanze di rilevazione trimestrale dei tassi effettivi globali medi, pur formalmente amministrativi, hanno natura di fonti normative integrative della disciplina primaria sull'usura e sono quindi conoscibili d'ufficio dal giudice, senza onere di produzione a carico della parte e senza necessità di consulenza tecnica d'ufficio per accertare le soglie.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha affermato che i decreti del Ministero dell'economia e delle finanze pubblicati in Gazzetta Ufficiale, con cui si rilevano trimestralmente i tassi effettivi globali medi per la determinazione dei tassi soglia in materia di usura, costituiscono atti amministrativi di carattere generale e astratto con valore normativo, in quanto integrano la disciplina primaria dettando la normativa di dettaglio. Ne consegue che essi rientrano nell'ambito di operatività del principio iura novit curia e devono essere conosciuti dal giudice indipendentemente dalle allegazioni e produzioni di parte, ai sensi dell'art. 113 c.p.c. La sentenza d'appello è stata quindi cassata sul punto accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di appello di Milano in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 113 c.p.c.

    Il giudice deve conoscere le fonti normative integrative del diritto anche se non prodotte dalle parti; il principio iura novit curia si applica ai decreti ministeriali di rilevazione dei tassi soglia in materia di usura.

  • art. 2 L. 7 marzo 1996, n. 108

    Il rinvio operato dalla norma ai decreti ministeriali conferisce a questi ultimi funzione integrativa della disciplina primaria sull'usura, rilevante per la concreta individuazione dei tassi soglia.

Massime di principio

  • In materia di usura, i decreti ministeriali di rilevazione trimestrale dei tassi effettivi globali medi, pubblicati in Gazzetta Ufficiale, hanno natura di fonti normative integrative della disciplina primaria e non sono meri atti amministrativi privi di rilevanza cognitiva per il giudice.
  • Il principio iura novit curia si estende alle fonti normative secondarie o integrative che completano la disciplina legale, sicché il loro contenuto deve essere applicato d'ufficio senza onere di produzione documentale da parte del soggetto che invoca l'usura.
  • Non può essere negata la prova dell'usurarietà solo perché la parte non abbia materialmente prodotto in giudizio i decreti ministeriali sui tassi soglia, quando tali decreti sono conoscibili dal giudice come fonte del parametro normativo di riferimento.

Come è indicizzato

MaterieUsura bancariaProve
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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