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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20933/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso, proposto dalla parte civile Mauro Monaco, deduce tre motivi: 1) vizio di motivazione e violazione delle norme probatorie (artt. 187, 192 commi 1 e 2, 546 lett. e) cod. proc. pen.) per avere la Corte d'appello negato la credibilità della persona offesa, ritenuto che dagli atti emergessero comportamenti vessatori del ricorrente verso la sorella e per avere recepito in modo acritico le argomentazioni difensive; 2) errata applicazione dell'art. 368 cod. pen. (calunnia) sul piano dell'elemento soggettivo e oggettivo, con motivazione illogica nel ritenere che certe denunce-querele fossero state rivolte contro ignoti quando a giudizio del ricorrente erano indirizzate a lui, e per avere la Corte d'appello non adeguatamente confrontato le ragioni che portarono alla condanna in primo grado di Soria; 3) violazione dell'art. 372 cod. pen. (falsa testimonianza) e vizio di motivazione nell'escludere la responsabilità di Antonella Monaco accogliendo le tesi difensive senza confrontarsi compiutamente con gli argomenti che reggevano la condanna in primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte d'appello ha fornito motivazione adeguata nel riformare la sentenza di primo grado in senso assolutorio, avendo esaminato criticamente le prove e le controdeduzioni, e richiamato il corretto canone logico-giuridico secondo cui, nella riforma in melius di una condanna, il giudice d'appello può adottare ricostruzioni alternative plausibili ancorate alle risultanze processuali e confutare i principali argomenti della motivazione di primo grado. La Cassazione ha inoltre richiamato il principio per cui il proscioglimento di un imputato in altro procedimento non determina automaticamente la configurabilità della calunnia e che la consapevolezza dell'illegittimità dell'accusa è esclusa quando la denuncia sia fondata su elementi che possono ragionevolmente indurre dubbi. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 368 cod. pen.

    Norma sulla calunnia: la Corte evidenzia che il proscioglimento dell'imputato in altro procedimento non prova automaticamente la calunnia; occorre valutare la consapevolezza dell'innocenza da parte dell'accusatore alla luce degli elementi disponibili.

  • art. 372 cod. pen.

    Norma sulla falsa testimonianza: la Corte rileva che l'esclusione del reato richiede valutazione della consapevolezza del testimone della difformità tra la sua dichiarazione e la realtà; nell'occasione l'appello ha ritenuto inattendibili o controbilanciate le prove a carico.

  • art. 187 cod. proc. pen.

    Norma sulle prove testimoniali: richiamata in relazione alla valutazione della attendibilità delle dichiarazioni; la Corte d'appello ha valutato globalmente l'attendibilità delle fonti dichiarative.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    art. 192, commi 1 e 2 e comma 3 cod. proc. pen.

    Disposizioni sul giudizio di credibilità e sulla valutazione del materiale probatorio: la Cassazione conferma che il giudice deve motivare la valutazione della prova e può ritenere plausibili ricostruzioni alternative quando i dubbi sono ragionevoli.

  • art. 546 lett. e) cod. proc. pen.

    art. 546, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma relativa ai mezzi di impugnazione e motivi di ricorso: richiamata come parte delle censure mosse al giudizio d'appello in ordine alla valutazione della prova.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Regola sulla decisione assolutoria: la Cassazione sottolinea che l'assoluzione può avvenire anche se non emerge la prova oltre ogni ragionevole dubbio, poiché è la condanna che richiede quel livello di certezza.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma sulla sentenza di condanna: citata per evidenziare il diverso canone probatorio applicabile in caso di condanna rispetto all'assoluzione.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    art. 238-bis cod. proc. pen.

    Disposizione sull'acquisizione di sentenze irrevocabili: la Corte ricorda che sentenze altrui possono essere acquisite ma devono essere valutate ai sensi degli artt. 197 e 192 comma 3, cod. proc. pen., e non determinano effetti automatici in altri procedimenti penali.

  • art. 197 cod. proc. pen.

    Regole sulla valutazione delle prove: richiamato in connessione con l'uso delle sentenze altrui nel processo e la necessità di valutazione critica delle risultanze probatorie.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma sulle spese processuali in Cassazione: applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese per il rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La parte civile può impugnare una sentenza di proscioglimento che non accolga le sue conclusioni; l'impugnazione è ammissibile anche se non indicata espressamente per soli effetti civili.
  • Quando la Corte d'appello riforma in senso assolutorio una condanna, deve motivare puntualmente la diversa valutazione, ma non è tenuta a dimostrare l'innocenza oltre ogni ragionevole dubbio: è la condanna che richiede quel livello di certezza.
  • Il proscioglimento dell'imputato in un procedimento non implica automaticamente la configurabilità del reato di calunnia a carico dell'accusatore; occorre esaminare se, alla luce degli elementi conoscibili, la denuncia fosse manifestamente infondata o il denunciante consapevole dell'innocenza.
  • Le valutazioni sulla credibilità delle dichiarazioni e sugli esiti delle indagini devono essere compiute in concreto e motivate; la Corte può ritenere alternative plausibili le ricostruzioni dei fatti se adeguatamente ancorate alle risultanze processuali.
  • Per impugnare con successo in Cassazione una riforma in senso assolutorio è necessario indicare vizi di motivazione manifesti o errori giuridici determinanti; la mera riproposizione delle argomentazioni già esaminate dall'appello è insufficiente.
  • Le prove tecniche (filmati, perizie) e la loro attendibilità devono essere valutate collegialmente; difformità di data, fonte o contesto dei materiali possono ridurne il valore decisorio.

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